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Daniele Gasparri Astronomia

13 ore 44 minuti fa

NGC891: una galassia di rara bellezza. Nascosta alla nostra vista dall'enorme distanza (oltre 27 milioni di anni luce) e alla nostra attenzione perché si trova nella costellazione di Andromeda, all'ombra dell'omonima, spettacolare, galassia, NG891 è un oggetto conosciuto per di più solo tra i fotografi del cielo dotati di buoni telescopi. In realtà è una galassia relativamente brillante, facile da osservare anche con strumento da 130-150 mm e bellissima con un bel telescopio dobsoniano da 250-300 mm di diametro, sotto un cielo scuro e senza Luna. Quello che sembra una specie di disco volante appeso a un soffitto dipinto di nero è in realtà un intricato sistema composto da centinaia di miliardi di stelle, altrettanti pianeti, migliaia di ammassi, nebulose ed enormi quantità di polveri. Possibile che in uno spazio apparente che può essere coperto dal nostro pollice si nascondano centinaia di miliardi di oggetti molto più estesi del nostro pianeta? E' difficile da concepire ma è possibile, perché all'immensa distanza di oltre 27 milioni di anni luce, ovvero circa 270 000 000 000 000 000 000 km(!) anche il diametro di una stella gigante, pari a "solo" un miliardo di km è talmente piccolo da risultare invisibile. E in un volume di circa 360 000 X 1000 anni luce, che è quello all'incirca occupato da NGC891, di stelle tanto grandi ce ne possiamo mettere centinaia di miliardi e ancora si troverebbero talmente lontane le une con le altre da risultare dei deboli punti nei rispettivi cieli. Spesso quando osservo

Daniele Gasparri Astronomia

1 giorno 13 ore fa

Pronti per l'opposizione di Giove?

Questa notte Giove passa in opposizione, ovvero nel punto opposto al Sole rispetto alla Terra. Non succederà niente di eclatante, né lo potremo vedere in cielo grande come la Luna piena, ma queste sono le migliori settimane per osservarlo perché si trova nei pressi della minima distanza dalla Terra (sempre a circa 600 milioni di km però!). Non è quindi necessario osservarlo proprio quando raggiunge l'opposizione (che sarà circa alle 2 di questa notte) ma approfittiamo di queste calde serate estive per goderci senza dubbio il pianeta più bello da osservare e fotografare al telescopio.

Queste sono due immagini del gigante gassoso eseguite questa mattina, tra l'1:30 e le 2. La turbolenza era abbastanza alta, purtroppo, ma si vedono comunque diversi particolari. Ho anche aggiunto l'immagine di una stella (Altair) eseguita con lo stesso setup che ho utilizzato per controllare la collimazione del telescopio. In questa si nota il punto centrale luminoso, detto disco di Airy, e almeno un anello che lo circonda, detto anello di diffrazione. Solo quando la turbolenza non è eccessiva, il telescopio è bel collimato e ha una buona qualità ottica, si riesce a percepire questa strana forma degli oggetti puntiformi, come le stelle. Il raggio del disco di Airy determina all'incirca la risoluzione massima raggiungibile da un telescopio. Ma su questo vasto argomento, molto importante per fare riprese in alta risoluzione, torneremo prossimamente.
Per ora godiamoci il pianeta più grande del Sistema Solare in tutto il suo splendore!

Daniele Gasparri Astronomia

2 giorni 12 ore fa

Andromeda, la regina della notte! In queste calde notti estive non si possono osservare solo Giove e Saturno ma anche uno degli oggetti del cielo profondo più belli e brillanti: la galassia di Andromeda. La galassia di Andromeda è una delle galassie a spirale più grandi che si conoscano ed è una delle più vicine alla Terra: solo 2.5 milioni di anni luce! Forse sappiamo già quanto sia magnifico questo oggetto, specialmente in fotografia, ma forse non conosciamo un paio di dettagli osservativi che fanno di Andromeda un vero e proprio mostro. Prima di tutto è l'oggetto più lontano che possiamo osservare a occhio nudo. Anche se forse non l'abbiamo mai vista, Andromeda si riesce a individuare a occhio nudo da cieli scuri di montagna e senza la presenza della Luna. Anche se appare sempre debole e indistinta, è una bella sfida riuscire a spingere la nostra vista fino a queste enormi distanze. Il secondo dettaglio è che Andromeda, nonostante la distanza immensa, è enorme in cielo. Il lato lungo misure oltre tre gradi, vale a dire circa 6 (SEI!) volte il diametro della Luna piena vista a occhio nudo! Se non ci siamo mai accorti di un oggetto grande oltre sei volte la Luna piena nel cielo è perché è poco brillante, al punto da sparire già nelle periferie delle città. Ma se i nostri occhi fossero sufficientemente sensibili (o se vi doveste trovare nel deserto di Atacama!) allora questa fotografia mostra la reale estensione di questa opera d'arte

Daniele Gasparri Astronomia

3 giorni 12 ore fa

Tre settimane di Giove! Questa immagine mostra tutte le foto di Giove che sono riuscito a catturare nelle ultime tre settimane con il mio telescopio Newtoniano da 250 mm di diametro. Ho avuto 13 notti serene su un totale di 21: un po' poco per essere nel periodo più stabile dell'anno ma mi devo accontentare perché sono in Umbria e non più ad Atacama (ma per poco!). In queste tre settimane di fotografie si può osservare tutta l'atmosfera di Giove. Alcune longitudini si ripetono e sembrano mostrare gli stessi dettagli ma a guardare bene non ci sono mai due foto uguali. Il gigante gassoso cambia il suo aspetto anche nel corso di pochi giorni o addirittura ore. Le forme e le posizioni relative delle centinaia di tempeste visibili nelle sue nubi si modificano continuamente e con una velocità impressionante. E' per questo che mi piace fotografare il pianeta quando ne ho la possibilità: ogni volta è un po' diverso rispetto alla precedente e non c'è modo di capire come e quanto è cambiato finché non si scatta una nuova foto! Siamo abituati a pensare all'Universo come un luogo in cui tutto evolve troppo lentamente per le nostre brevi vite, ma ci sono alcune straordinarie eccezioni che ogni notte ci presentano uno spettacolo sempre diverso, come Giove. Queste sono le migliori settimane per osservarlo e fotografarlo. Per iniziare a vedere dettagli bastano anche piccoli telescopi da 80-90 mm di diametro. Io continuerò a seguirlo e spero di aggiornare questa composizione con

Daniele Gasparri Astronomia

4 giorni 13 ore fa

Nettuno e Tritone: ai confini del Sistema Solare. A circa 4,5 miliardi di chilometri dal Sole, Nettuno è l'ultimo pianeta del Sistema Solare, almeno dal 2006 in poi quando Plutone è stato declassato a pianeta nano. Invisibile a occhio nudo, solo con telescopi di almeno 15 cm di diametro mostra facilmente il suo piccolo dischetto azzurro. Questa intensa colorazione potrebbe ricordare quella del nostro pianeta. Sembrerebbe quasi che Nettuno sia composto da un grande oceano d'acqua, senza ombra di terre emerse. Ci sbagliamo, e anche di grosso. A quelle distanze dal Sole, la temperatura media è intorno ai -250°C, decisamente fredda per ospitare acqua liquida! Stiamo osservando gli strati superficiali della sua atmosfera, la cui colorazione deriva da un gas a noi piuttosto noto: il metano. La classica fiamma azzurra dei fornelli delle nostre case ha molto in comune con l'azzurro di questo remoto pianeta gassoso. Il metano, tuttavia, non è un componente fondamentale dell'atmosfera ma è presente solo in tracce: sufficienti però per contribuire a darle questo straordinario colore, visibile anche attraverso i telescopi. In questa immagine, scattata con un telescopio da 36 cm di diametro lo scorso 7 agosto, possiamo vedere anche un "intruso": si tratta di Tritone, la più luminosa e grande luna di Nettuno, un corpo celeste la cui storia si pensa sia più travagliata di quanto sembri. Probabilmente un pianeta nano appartenente alla stessa famiglia di Plutone, si pensa che Tritone sia stato catturato, miliardi di anni fa, dalla forza gravitazionale di Nettuno e da

Daniele Gasparri Astronomia

5 giorni 14 ore fa

La faccia "noiosa" di Giove.

Lontano dalle turbolente regioni della Grande Macchia Rossa, c'è quella che in gergo viene chiamata faccia noiosa del gigante gassoso. Noiosa, però, è un eufemismo: è vero, non ci sono grossi cicloni che scorrazzano liberamente per l'atmosfera ma la quantità di dettagli che si possono osservare e fotografare è enorme!

Questa immagine è stata eseguita la mattina del 12 agosto, in ottime condizioni atmosferiche. Solito telescopio Newton Skywatcher da 25 cm f4.8 su montatura EQ6. Camera planetaria a colori ASI 224MC e media di circa 15 mila frame provenienti da 8 filmati da 100 secondi ciascuno.

Daniele Gasparri Astronomia

6 giorni 14 ore fa

Giove e la straordinaria macchia rossa.
Questa immagine, scattata la mattina del 13 agosto, mostra la parte più caratteristica del gigante gassoso: il suo celeberrimo ciclone rosso, osservato per la prima volta nel 1665 e grande circa una volta e mezzo la Terra. La macchia rossa è un immenso uragano semi permanente con venti che spirano fino a 500 km/h nel suo centro. Non sappiamo quanti anni abbia, né quanto tempo ancora durerà ancora, ma è senza dubbio straordinaria da osservare, anche all'oculare di piccoli telescopi.
Un piccolo occhio, visibile chiaramente solo a osservatori dotati di una di un minimo di esperienza, è in realtà la tempesta di lunga durata più potente di tutto il Sistema Solare.

In questa immagine si può notare anche il satellite Io (con alcuni particolari nel suo disco) e la sua ombra proiettata nell'atmosfera di Giove.

Dati tecnici: Telescopio Newton Skywatcher 250-1200 su montatura EQ6 e camera planetaria ASI 224MC.

Daniele Gasparri Astronomia

1 settimana 14 ore fa

Derotazione planetaria: cosa è e come si fa? I pianeti gassosi, specialmente Giove, ruotano talmente veloci sul proprio asse che abbiamo al massimo due minuti di tempo per catturare i fotogrammi necessari per formare un'immagine. C'è però un software, chiamato WinJupos (gratuito!), che promette di fare una specie di magia: riesce a "controbilanciare" la rotazione del pianeta, compiendo quella che in gergo si chiama derotazione. In pratica, il programma, previa una calibrazione da parte dell'utente, controruota una serie di immagini per allinearle tutte rispetto a una determinata ora: è una specie di astroinseguitore di dettagli planetari. In questo modo, invece di avere due minuti per catturare un video da elaborare, abbiamo a disposizione almeno 15-20 minuti prima che la rotazione del pianeta risulti impossibile da correggere: un miglioramento nella quantità di frame acquisibili fino a un fattore 10! Una finestra temporale di acquisizione più ampia aumenta la probabilità di avere fotogrammi meno rovinati dalla turbolenza atmosferica e in generale incrementa il numero di immagini che possiamo mediare per formare la fotografia finale. Il risultato netto è un aumento della definizione e una diminuzione del rumore rispetto a un singolo filmato di soli 2 minuti di durata. Ci sono diversi modi per fare la derotazione planetaria in WinJupos. Si possono derotare i fotogrammi dei video, le immagini dei canali colore o una serie di immagini. Questa ultima parte è la più semplice: si acquisiscono tanti video ognuno della durata massima consentita dalla finestra temporale (circa 100-120 secondi). Ogni video si elabora

Daniele Gasparri Astronomia

1 settimana 1 giorno fa

Dietro le quinte di un'immagine Gioviana: la ripresa. Come quasi tutte le notti serene, anche questa mattina, verso le 2, ho fotografato Giove. Questa volta, però, prima di elaborare e postare l'immagine finale, voglio mostrare un "dietro le quinte", ovvero una piccola parte del processo di acquisizione dei dati. Niente di nuovo per chi pratica già fotografia planetaria, ma potrebbe essere interessante per chi sta apprendendo. Nel video la turbolenza è nella media ma nei minuti successivi è diminuita notevolmente. Si vedono comunque già diversi dettagli del pianeta e di Ganimede (il satellite alla destra di Giove). Per acquisire i filmati utilizzo il programma gratuito oaCapture sul mio MacBook Air del 2017. La camera di ripresa è una ASI 224MC (a colori). Per aumentare il framerate e ridurre il peso dei filmati ritaglio le parti nere del campo, facendo quello che viene chiamato ROI, affinché si veda solo il pianeta nel campo inquadrato. L'immagine è leggermente sovracampionata a causa dell'utilizzo del correttore di dispersione atmosferica (ADC) tra il sensore e la lente di barlow. Questo accessorio è indispensabile quando i pianeti si trovano sotto i 40° di altezza: come vedete, non ci sono i classici bordi colorati attorno al pianeta, tipici invece quando non si utilizza l'ADC. Questo migliora di molto la risoluzione, soprattutto nel canale verde e blu. Questo è solo un pezzo di una serie di video acquisiti per circa un'ora: il tempo necessario per averne almeno 4-5 di ottima qualità poco danneggiati dalla turbolenza, che di solito

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