Astronomia teorica
Airglow: la luce che illumina il cielo notturno
Da cieli perfettamente scuri, oltre alla luce zodiacale e alle miriadi di stelle, è possibile osservare un fenomeno straordinario e spesso trascurato: la debole luminosità della nostra atmosfera, conosciuta come airglow.
Questo sottile velo luminoso è visibile a occhio nudo soprattutto vicino all’orizzonte, apparendo come una luce verdastra o arancione. La sua forma, spesso frastagliata, ricorda le aurore polari, ma l’airglow è decisamente più debole e meno evidente.
A differenza delle aurore, l’airglow può essere osservato da qualsiasi punto della superficie terrestre, in qualsiasi momento dell’anno. Tuttavia, alcune stagioni come l’autunno e la primavera, sono statisticamente migliori per la sua osservazione.
Come si genera l’airglow
Il bagliore dell’airglow ha origine nell’alta atmosfera, a circa 100 km di altitudine, dove molecole e atomi emettono luce in seguito a processi di ricombinazione. Durante il giorno, la radiazione ultravioletta del Sole e i raggi cosmici separano queste particelle, eccitandole. Quando il Sole tramonta e l’energia inizia a dissiparsi, le molecole e gli atomi si ricombinano, rilasciando l’energia sotto forma di luce.
Questo meccanismo è simile a quello che genera le aurore, ma mentre queste ultime dipendono dall’interazione tra il vento solare e il campo magnetico terrestre, l’airglow è un processo costante e diffuso, legato esclusivamente alla composizione e alle dinamiche dell’atmosfera terrestre.
L’airglow visto dallo spazio
Dalla prospettiva privilegiata degli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, l’airglow appare evidente e spettacolare. Osservando lungo la linea dell’orizzonte terrestre, esso si manifesta come un arco uniforme di colore verdastro che avvolge il pianeta, aggiungendo un ulteriore tocco di bellezza alla visione del nostro mondo dallo spazio.
Perché il cielo non è mai perfettamente nero
La presenza dell’airglow è anche il motivo per cui il cielo notturno, persino nei luoghi più remoti e privi di inquinamento luminoso, non è mai completamente nero. Questa naturale emissione atmosferica contribuisce a una debole luminosità di fondo, che influenza anche le osservazioni astronomiche.
Per esempio, il telescopio spaziale Hubble, con il suo specchio di “soli” 2,4 metri di diametro, riesce a catturare immagini più profonde e dettagliate rispetto a telescopi terrestri molto più grandi, come quelli da 8 metri o più. Questo è possibile perché Hubble osserva lo spazio al di sopra dell’atmosfera terrestre, dove l’airglow non rappresenta un ostacolo.

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