Atlante lunare

La Luna, il nostro satellite naturale è il corpo celeste a noi più vicino e quello sicuramente più affascinante per tutti gli appassionati del cielo, siano essi alle prime armi o esperti.

La Luna è il nostro unico satellite naturale e di gran lunga il corpo celeste che più attrae l’attenzione, dal semplice curioso che alza sporadicamente la testa verso il cielo, agli astrofili esperti, che trovano in esso un ambiente di divertimento e studio dalle risorse infinite. Data la sua vicinanza, infatti, in media 380000 Km, la Luna ci appare di generose dimensioni anche all’osservazione ad occhio nudo, superando il mezzo grado, diametro simile a quello solare (ma da tenere presente le enormi differenze in termini di distanze! . La Luna orbita intorno alla Terra in poco meno di un mese* e durante il suo tragitto ci mostra le fasi, ma sempre la stessa faccia. Questo è dovuto ad una strana (solo in apparenza) coincidenza tra il periodo di rotazione attorno al proprio asse e quello di rivoluzione intorno alla Terra. In qualsiasi momento, da qualsiasi luogo, la Luna ci mostrerà quasi sempre lo stesso emisfero.

In realtà, le cose sono un po’ più complicate ed esiste il fenomeno della librazione, che consente di osservare il 59% del nostro satellite. Benché, infatti, il periodo di rotazione e rivoluzione coincidano, l’orbita lunare è ellittica e questo significa che la velocità orbitale cambia a seconda della distanza alla Terra, consentendo di osservare più dell’esatta metà che ci si aspetterebbe da un’orbita circolare. 

Confronto tra la faccia vicina (e quindi visibile) e quella lontana (far side, quindi invisibile) della Luna riprese dalla sonda della NASA Clementine. La faccia lontana è molto diversa dall’emisfero a noi accessibile: quasi totale assenza di mari e maggiore craterizzazione.

 

* Il periodo orbitale è di 27 giorni 7 ore e 43 minuti, quello sinodico di 29 giorni 12 ore e 44 minuti. Si definisce periodo orbitale il tempo impiegato per compiere un giro completo. Si definisce periodo sinodico il tempo impiegato (dalla Luna in questo caso) per raggiungere in cielo la stessa posizione rispetto al Sole (considerato fisso). Il periodo sinodico è maggiore di quello orbitale poiché la posizione del Sole cambia a causa dell’orbita terrestre.

 La Luna, alla distanza media di 380000 Km, offre dei dettagli unici da osservare con qualsiasi strumento. Morfologicamente e geologicamente si tratta di un mondo morto, dove il tempo sembra essersi fermato a circa 1 miliardo di anni dopo la sua formazione, quando i grandi meteoriti finirono di impattare la sua superficie e le colate laviche che formarono i mari si erano ormai quasi completamente esaurite.

Sulla sua superficie, priva di atmosfera, si trovano moltissimi crateri, causati dall'impatto violentissimo di massi celesti, i meteoriti, che danno vita a questi spettacolari crateri. Il loro numero è impossibile da contare: un telescopio amatoriale ve me mostrerà circa mille! Le formazioni più importanti e visibili, dal diametro minimo di 30 Km sono moltissime, oltre 200.

La risoluzione raggiungibile, sia nell'osservazione visuale che fotografica è spesso inferiore al limite di diffrazione del proprio telescopio, a patto di osservare crateri dall'elevato contrasto, come succede in prossimità del terminatore, cioè la zona al confine con la parte non illuminata del nostro satellite.

Diverse visioni dei principali dettagli in funzione della fase lunare. Contrariamente al pensiero di molti, la fase di Luna piena è la PEGGIORE per mostrare crateri e montagne. Il primo e l'ultimo quarto, nei pressi del terminatore, offrono il massimo contrasto, quindi visibilità, dei dettagli.

Le condizioni migliori per l’osservazione e la ripresa si verificano in prossimità del primo e dell’ultimo quarto. Contrariamente a ciò che si potrebbe pensare, nelle fasi prossime alla totale i dettagli visibili diventano molto difficili da catturare. La causa è l’illuminazione frontale da parte della nostra stella, che fa sparire le ombre e rende tutto piuttosto piatto e difficile da individuare. Nelle fasi intermedie, invece, osservando in prossimità del terminatore, cioè quella zona prossima alla parte in ombra, i rilievi e i crateri proiettano delle ombre nette e dal contrasto molto accentuato, rendendosi in questo modo molto più visibili, assumendo uno splendido aspetto tridimensionale.

Uno sguardo d’insieme, a bassa risoluzione, ci mostra un mondo sostanzialmente grigio e statico, ricchissimo di crateri da impatto. Un telescopio amatoriale ve ne mostrerà diverse migliaia, dalle dimensioni e forme più disparate: dai grandi bacini, come Clavius, dal diametro eccedente i 200 Km, ai più piccoli crateri che è possibile identificare con uno strumento da 20-25 cm, di dimensioni inferiori al Km.

La risoluzione raggiungibile con uno strumento amatoriale dipende criticamente dal contrasto dei dettagli e dalle condizioni di illuminazione; non è raro poter mettere in mostra piccoli crateri dalle dimensioni inferiori al km o rimae larghe qualche centinaio di metri. Un buon esempio è rappresentato dalla sottile rima all’interno della Vallis Alpes, il cui diametro non supera i 200-300 metri, eppure ben rilevabile anche con strumenti inferiori ai 20 cm.

Le riprese ad alta risoluzione risultano veramente spettacolari ed è difficile che nel corso della vostra vita riusciate a riprendere ogni dettaglio visibile. In queste pagine verranno proposte solamente alcune immagini che ritraggono le formazioni più note e spettacolari, ma una delle attività più emozionanti consiste nell’andare voi stessi alla scoperta e alla ricerca di dettagli fini, insoliti, spesso ancora non avvistati o non completamente svelati.

La Luna è il classico esempio di come tutti i criteri per la stima della risoluzione massima strumentale siano in realtà semplicistici. Scordatevi di raggiungere la risoluzione teorica del vostro strumento: spesso arriverete anche a dimezzarla!

Effettuare riprese a medio-alta risoluzione delle zone prossime ai poli vi garantirà un meraviglioso effetto sorvolo, simile al panorama che gli astronauti delle navicelle Apollo, negli anni 70, potevano ammirare prima di atterrare sulla superficie selenica. Clicca qui per accedere alla gallery

I nomi e le proprietà fisico-chimiche delle principali formazioni sono piuttosto utili a tutti gli astrofili che desiderano conoscere in dettaglio cosa stanno osservando o riprendendo con il loro telescopio, per questo propongo qui un atlante lunare contenente nomenclatura e caratteristiche delle principali formazioni (circa 170). Cliccando qui accederai ad una pagina contenente un'immagine lunare artificiale da circa 4 milioni di Pixel (2,5 MB), sulla quale potrai identificare con il passaggio del mouse i nomi di crateri, mari, formazioni montuose . Con un click sul dettaglio desiderato si aprirà una nuova finestra contenente le principali informazioni, quali dimensioni, età, latitudine e longitudine, altezza, e altro ancora.

Clicca qui per accedere all'atlante (Attenzione, pagina di 2,5 MB!)