|
Le montature equatoriali: criteri
per una scelta consapevole
Ogni telescopio amatoriale è venduto con la propria
montatura, quasi sempre di tipo equatoriale. A seconda del peso, della
grandezza e del prezzo dello strumento, la montatura equatoriale varia
in dimensioni, precisione e robustezza. Una buona montatura equatoriale
è molto utile per l'osservazione visuale, ma fondamentale per ogni tipo
di applicazione fotografica. Gli strumenti commerciali, soprattutto
quelli economici, vengono venduti con montature sufficienti per le
applicazioni visuali ma spesso sottodimensionate per la fotografia,
soprattutto quella del cielo profondo. fortunatamente è possibile
acquistare a parte questo fondamentale accessorio e creare il proprio
strumento personalizzato o migliorarlo per accedere alla fotografia
astronomica o per effettuare osservazioni più comode.
Ogni montatura ha diversi
parametri che ne identificano la sua bontà e "potenza":
-
La portata massima:
identifica il peso massimo del tubo ottico che è in grado di
sorreggere adeguatamente. Questo valore non è univoco, come si può
immaginare. Una montatura per le osservazioni visuali supporta una
portata massima superiore rispetto alla fotografia, perché le
precisioni in gioco sono molto diverse. Inoltre, non conta solamente
il peso dello strumento, ma anche la sua lunghezza. Un piccolo Mak
di 40 centimetri di lunghezza e dal peso di 5 Kg verrà sorretto
molto meglio di un lungo rifrattore da 80 mm di diametro e 1200mm di
focale, con una lunghezza del tubo di oltre 1 metro! L'effetto leva
diventa estremamente importante nella precisione di una montatura.
-
L'errore periodico:
l'inseguimento delle stelle nel loro movimento apparente nel cielo
avviene muovendo, o facendo muovere da un motore elettrico, l'asse
di Ascensione Retta (AR).
|

Ecco come viene mosso l'asse di ascensione
retta. Una vite senza fine, in alto, trasmette il movimento
prodotto dal moto orario, alla ruota dentata, che fa muovere
l'asse di AR. I giochi meccanici e le imprecisioni,
inevitabili, nella costruzione della vite senza fine
provocano degli errori periodici nell'inseguimento, di una
decina di secondi d'arco.

Tipico errore periodico di
una montatura equatoriale amatoriale, di qualità media.
L'accoppiata vite senza fine-corona dentate dell'asse di
ascensione retta (AR) e le relative imprecisioni di
costruzione, provocano degli errori, il cui periodo è uguale
al periodo di rotazione della ruota dentata. Occorre
correggere questo errore nel caso delle fotografie a lunga
esposizione. In tutti gli altri casi esso è quasi invisibile
e non disturba affatto |
Il movimento avviene attraverso degli
ingranaggi, in particolare attraverso quella che si chiama vite
senza fine. Il movimento, soprattutto ad alti ingrandimenti, deve
essere assolutamente fluido e regolare. Purtroppo la precisione
necessaria per fare ciò è impossibile da raggiungere meccanicamente.
L'accoppiamento vite senza fine-asse di ascensione retta, produce
sempre delle oscillazioni periodiche che si possono notare in cielo
osservando per almeno 5-10 minuti una stella con il motore attivo.
L'entità e la forma di questo errore periodico è importantissima per
le applicazioni fotografiche. Le montature più semplici ed
economiche hanno un errore periodico di circa 30". Questa è quella
che si chiama deviazione standard: l'errore varia tra -30" e +30"
rispetto al valore di zero. In pratica, il movimento della vite
senza fine, produce un errore, periodico perché si ripete ad ogni
giro della vite, di circa 1 minuto d'arco: un valore enorme! Per
quanto la montatura sia stazionata nel modo corretto, non si
potranno MAI avere precisioni di inseguimento migliori di questo
valore, a meno che non si effettuano pose molto brevi. Generalmente,
infatti, questo errore ha un periodo di circa 8 minuti per le
montature commerciali (dipende da quanto tempo impiega l'accoppiata
vite senza fine-ruota dentata in AR a fare un giro completo); se si
fanno pose corte, di circa 1 minuto, è possibile che l'errore
visibile sia solamente di pochi secondi d'arco. Oltre all'entità
globale dell'errore periodico, conta molto anche il suo andamento.
Se il valore di picco +30" si ottiene dolcemente in circa 4 minuti,
allora può andare bene, ma se il picco si raggiunge in un punto
specifico, in circa 5 secondi, allora abbiamo un problema serio,
perché questi picchi improvvisi non possono essere corretti
adeguatamente dai sistemi di autoguida. Alcune montature, con
un'elettronica di controllo avanzata, permettono di correggere,
previo opportuna calibrazione, l'errore periodico, riducendolo anche
del 50%: utile, ma certo non sufficiente per le lunghe esposizioni
fotografiche degli oggetti del cielo profondo.
-
La motorizzazione e la
possibilità di fare autoguida: Le montature commerciali, in
dipendenza dal prezzo e dalle applicazioni scelte (fotografia o
osservazione) presentano delle caratteristiche che aiutano
l'astrofilo nella disciplina astronomica scelta. La possibilità di
porre un motore elettrico nell'asse di AR è molto comoda perché
permette di compensare il moto terrestre senza dover stare ogni
volta ad agire manualmente sui movimenti micrometrici.
|

Schema di come avviene
l'autoguida. Una camera appositamente progettata (o adattata
allo scopo, come una webcam) viene collegata, attraverso un
cavo, alla montatura del telescopio e, contemporaneamente ad
un computer in grado di controllare la guida ed inviare gli
impulsi, attraverso la camera di ripresa, alla montatura.
Alcune camere di guida possono essere usate anche senza
l'ausilio di un computer. |
Se la
motorizzazione per le osservazioni visuali può essere una bella
comodità, diventa indispensabile per ogni applicazione fotografica e
bisogna tenere presente questo punto quando si sceglie una montatura
equatoriale. Per le osservazioni visuali la motorizzazione è comoda
ma non indispensabile. Per la fotografia in parallelo e per quella
webcam in alta risoluzione dei pianeti è indispensabile, anche se ci
si può accontentare del semplice motorino sull'asse di ascensione
retta. Per la fotografia degli oggetti del cielo profondo a lunga
esposizione, attraverso teleobiettivi o il telescopio stesso,
diventa indispensabile disporre di una motorizzazione molto più
complessa. Durante la durata delle pose, generalmente di 5-10 o
anche 30 minuti, la montatura deve inseguire in modo assolutamente
perfetto, con precisioni spesso inferiori a 2-3 secondi d'arco!
Prima di tutto occorrono i motori su entrambi gli assi per le
correzioni, inevitabili anche sull'asse di declinazione, ma ciò non
basta, a causa dell'errore periodico, sempre maggiore della
precisione richiesta per questo tipo di fotografie. A questo punto
occorre disporre di un sistema di controllo dell'inseguimento, detto
sistema di guida, da fare manualmente o da far eseguire ad un
computer di controllo (autoguida). Il controllo della guida della
montatura richiede la presenza di un altro strumento, montato in
parallelo a quello che riprende; il telescopio di guida,
generalmente più piccolo e leggero, deve inquadrare una stella nei
pressi del campo fotografato dallo strumento principale e
controllare i suoi movimenti e correggerli prima che diventino
visibili nell'immagine fotografica. Il controllo e la correzione dei
movimenti si può fare manualmente, utilizzando un oculare a forte
ingrandimento con un reticolo illuminato. Si pone la stella al
centro del campo e si agisce, con piccolissime correzioni, sui
motori della montatura, regolando la velocità si inseguimento e
correggendo eventualmente anche in declinazione. Questa operazione è molto
stancante e faticosa, per questo ora il controllo della guida
avviene in automatico, inserendo, al posto dell'oculare, una camera
di ripresa economica, anche una webcam, collegata ad un computer, al
quale è collegata la montatura del telescopio. Il computer analizza
l'immagine della stella prodotta dalla camera di guida e provvede ad
agire direttamente sui motori attraverso piccolissime correzioni.
Questo metodo è il più comodo e preciso. Alcune camere di ripresa,
come le SBIG, possiedono al loro interno due sensori, l'uno adibito
alla fotografia e l'altro al controllo della guida. Il doppio
sensore è molto comodo perché evita la presenza del telescopio di
guida in parallelo. In questo caso bisogna collegare la camera CCD
anche alla montatura del telescopio.
Alcune camere di guida, adibite a questo scopo, possono fare a meno
di un computer, collegandosi direttamente alla montatura. I
collegamenti tra telescopio e camera di guida avvengono
generalmente attraverso il cosiddetto standard ST-4, sviluppato
negli anni 80 dall'azienda SBIG. Una montatura adatta alle
applicazioni fotografiche del cielo profondo deve quindi avere
necessariamente una motorizzazione molto più avanzata, sui due assi,
con pulsantiera di controllo e con ingresso di tipo ST-4 (o altro) per
l'autoguida. Non tutte le montature commerciali possiedono questi
requisiti, soprattutto quelle economiche, ma è altresì vero che
alcune sono predisposte per accettare motorizzazioni e sistemi di
controllo di terze parti.
Il panorama commerciale è ricco ma non troppo.
Esistono 2 fasce di montature equatoriali: quelle di fattura cinese,
prodotte dall'azienda Synta e, analogamente ai tubi ottici, rimarchiate
con i nomi Skywatcher, Konus, Celestrom, Meade e così via, e quelle non
prodotte in Cina, generalmente negli Stati Uniti e in Giappone (ma anche
i Italia) dalla precisione e qualità molto alte, ma dal prezzo
proibitivo, simile a quello di un'automobile economica! E' chiaro che
una spesa del genere va giustificata da uno strumento di grandi
dimensioni e ottima qualità e da progetti di osservazione e studio che
generalmente vanno oltre le esigenze dell'astrofilo medio, soprattutto
alle prime armi.
Nell'acquistare uno strumento avete due strade da
seguire: 1) comprate il pacchetto completo, cioè il tubo ottico compreso
di montatura, oppure: 2) vi assemblate lo strumento da soli, comprando,
separatamente, il tubo ottico, la montatura ed eventualmente la
motorizzazione. Generalmente questo secondo punto, sebbene offra scelte
e combinazioni elevate, è un po' più costoso dell'acquisto dello
strumento completo. Qualche volta, come nel caso della fotografia, non
si ha molta scelta, poiché gli strumenti completi, in combinazioni tubo
ottico-montatura limitate, molto raramente consentono di affrontare
questa branca dell'astronomia con profitto. In ogni caso, a seconda di
quello che volete fare e della qualità che volete raggiungere, dovete
sempre fare molta attenzione alla montatura e alla motorizzazione, sia
se la scelta è di comprare uno strumento già assemblato o di assemblarlo
voi stessi. Quasi mai, la scelta di un telescopio ricade esclusivamente
sulle prestazioni ottiche. Se il supporto non è adatto le prestazioni
ottiche rimangono solamente potenziali e non verranno mai sfruttate in
pieno.
Le motorizzazioni, oltre
alla montatura, sono molto importanti, soprattutto per strumenti di
medio diametro o per chi vuole dedicarsi a qualsiasi forma di fotografia
astronomica, da quella in parallelo con gli obiettivi della macchina
fotografica, a quella a lunga posa attraverso il proprio strumento.
|

una tipica motorizzazione da applicare ad una
montatura, in questo caso alla serie cinese HEQ5. La pulsantiera
che vedete è in realtà un mini computer, capace di puntare
automaticamente (GOTO) migliaia di oggetti sparsi nel cielo |
Le motorizzazioni possono essere di diversi tipi: c'è
il semplice motorino nell'asse di ascensione retta che si limita a
compensare il movimento della sfera celeste, causato dalla rotazione
della Terra. Generalmente questi motorini sono montati sulle piccole ed
economiche montature di tipo EQ1-2. Montature più robuste possiedono
motori su entrambi gli assi ed una semplice pulsantiera per effettuare
le correzioni, come le cinesi EQ4-5. Le montature più solide, precise,
quindi costose, possiedono di serie un sistema di motori e pulsantiera
che prevede una porta autoguida, per interfacciare una camera di ripresa
adibita al controllo della guida, indispensabile per le fotografie con
focali telescopiche a lunga esposizione. Alcune di esse, con un
sovrapprezzo, possiedono il cosiddetto sistema GOTO o, in italiano, di
puntamento automatico. I loro motori, controllati da una pulsantiera che
funziona come un piccolo computer, riescono a puntare, dopo un opportuno
allineamento, tutti gli oggetti celesti senza toccare la montatura! Una
bella comodità, ma non certo indispensabile, che se da una parte
facilita moltissimo la ricerca degli oggetti da osservare (pianeti
compresi) da un lato priva l'astrofilo, soprattutto se principiante,
della possibilità di imparare e migliorare la conoscenza del cielo
andando egli stesso alla ricerca degli oggetti da osservare. Il sistema
GOTO è una comodità ma non è MAI indispensabile per qualsiasi
applicazione, dall'osservazione alla fotografia a lunga esposizione.
Indispensabile, invece, si rivela la porta autoguida, la quale permette
di interfacciare un dispositivo per controllare l'inseguimento, mai
preciso, durante le lunghe esposizioni, a cominciare da focali oltre i
200 mm. La ripresa degli oggetti del sistema solare, a causa delle brevi
esposizioni, non necessita della porta autoguida, ma solamente del
motore in ascensione retta, magari anche quello in declinazione.
La scelta della montatura: se volete fare solo
osservazioni potete trascurare la parte meccanica e di precisione,
andando verso le montature altazimutali o dobson, che comunque devono
essere robuste abbastanza da supportare il peso dello strumento. E'
impensabile porre un telescopio newton da 25 centimetri su un treppiede
fotografico! Se volete fare osservazioni, soprattutto in alta
risoluzione, con una certa comodità, allora vi serve un'equatoriale,
magari con motorizzazione semplice solo sull'asse di AR, con una
precisione non troppo elevata ed una portata nominale almeno pari al
peso dello strumento. Se volete fare fotografia a lunga esposizione,
allora vi serve una montatura precisa, con controllo dei movimenti
attraverso pulsantiera, con ingresso per l'autoguida, con una portata
massima superiore di almeno il 30-50% rispetto al peso della
strumentazione (telescopio, camera di ripresa...). Per la fotografia dei
pianeti vi serve un supporto molto robusto e stabile ma non
necessariamente ultra-preciso, senza la porta autoguida.
 |
 |
 |
|
3 montature equatoriali di
diversa fascia qualità, precisione, portata e prezzo. A
sinistra, una montatura di tipo EQ3 che equipaggia telescopi
riflettori da 13-15 centimetri e mak da 127mm. Al centro la
montatura HEQ5, molto più robusta e precisa. I suoi motori,
venduti di serie con e senza sistema GOTO, permettono
l'interfaccia con una camera di guida. A destra un'ottima
montatura, una Losmandy GM-8, con portata di circa 25 Kg;
precisione e meccanica sono nettamente superiori alle serie
cinesi EQ, ma anche il prezzo è superiore. Le montature e le
relative motorizzazioni, se ben fatte, sono come gli oculari:
cambiano i telescopi ma esse restano. Ogni strumento è
adattabile, più o meno naturalmente, ad ogni tipo di montatura.
|
Tutte le montature sono adatte alla fotografia dei
pianeti, se sono motorizzate e con i telescopi adatti per il visuale.
Per le foto a lunga esposizione le cose cambiano radicalmente.
Tutti gli strumenti, con
relativi ed eventuali raccordi, facilmente reperibili, sono adattabili a
qualsiasi tipo di montatura.
Ecco una
tabella che vuole dare delle indicazioni di massima sulle montature
commerciali, le caratteristiche e gli strumenti che vi si possono
montare ed utilizzare con soddisfazione. Naturalmente questo elenco è
personale e deriva dell'esperienza; da prendere, quindi, con le dovute
precauzioni.
|
Montatura |
Portata massima
reale / portata fotografia a lunga posa |
Motorizzazione di
serie/adattabile |
Venduta di serie con telescopi? |
Telescopi adatti per
visuale |
Telescopi adatti per foto a lunga posa |
Venduta senza tubo ottico? |
|
EQ1
(150 euro, con lo strumento) |
2 Kg, /obiettivo fotografico |
motore in AR. Non è motorizzabile in
declinazione (se di serie, la montatura è definita "motor" ) /
no |
Riflettori da 114mm, sia a corto che lungo fuoco
(fino a 900 mm di focale), piccoli rifrattori da 70mm. |
piccoli rifrattori i riflettori da 114 a corto
fuoco. Mak da 90 mm |
Obiettivo fotografico da 18-50 mm montato in
parallelo. Non è necessaria generalmente l'autoguida con queste
focali |
no, da acquistare usata o con uno strumento |
|
EQ2
250-300 euro con lo strumento |
3-4 Kg. /piccolo teleobiettivo in parallelo |
motore in AR. Non è motorizzabile in
declinazione (se di serie, la montatura è definita "motor" ) /
no |
Riflettori da 130mm, rifrattori da 90 mm |
Rifrattori da 80-100 mm f8 massimo o riflettori
da 114 e 130 mm e focale non superiore a 900mm |
Piccolo teleobiettivo, fino a 135 mm in parallelo. Controllo
guida manuale |
no, da acquistare usata o con uno strumento |
|
EQ3
200 euro senza motori |
5 Kg. / piccolo teleobiettivo in parallelo |
Motore in AR. Non è motorizzabile in
Declinazione (se di serie, la montatura è definita "motor" ) /
no |
Mak da 127 mm |
Riflettori fino a 15 cm e 700-900 mm di focale.
Rifrattori a corto fuoco da 100mm. Mak fino a 120mm |
Teleobiettivo da 200-300mm in parallelo. Controllo della
guida manuale |
si |
|
EQ3.2.
200 euro senza motori
Ormai con EQ3 si identifica questo tipo di
montatura. La differenza sostanziale con la versione EQ3 è la
possibilità di essere motorizzata in Dec |
6 Kg. / 3 Kg |
Motori in AR e Dec con pulsantiera di controllo
(se di serie, la montatura è definita "motor" ) / no |
Mak da 127 mm. riflettori da 15 cm F750mm. |
Strumenti compatti come Mak e SCT fino a
130-150mm. Riflettori da 15 centimetri. |
Strumento non più lungo di 35 cm, focale non superiore a 400
mm e peso non superiore a 2-3 Kg. Controllo della guida manuale |
si |
|
EQ4-EQ5 . Sono in realtà due sigle
diverse per indicare la stessa montatura
350 euro senza motori.
650 euro con puntamento automatico e porta
autoguida |
8-9Kg / 5 Kg |
Motori in AR e Dec con pulsantiera di controllo
senza porta autoguida,
oppure con sistema di puntamento automatico Skyscan e porta
autoguida / si, quasi tutti i sistemi di puntamento sono
adattabili |
Una volta venduta con pesanti rifrattori da 15
centimetri f5 e f8. Ora è venduta con rifrattori da 120mm f8 |
Mak e SCT fino a 200-235 mm (solo quelli più
leggeri). Riflettori a fuoco medio-lungo da 15-20 centimetri.
Rifrattori acromatici a corto fuoco fino a 150mm |
Strumento non più lungo di 50 cm, focale non superiore a
600mm. Peso non superiore a 5 Kg. Possibilità di autoguida con
motorizzazione adatta, come lo Skyscan |
si |
|
HEQ5
700 euro senza GOTO (puntamento automatico)
900 euro con GOTO
tutte le versioni hanno la porta autoguida |
13-14Kg / 8-9 Kg |
Motorizzazione semplice in AR e Dec (chiamata
anche Syntrek) oppure con sistema di puntamento automatico
SkyScan e porta autoguida / si, tutti i sistemi di puntamento
sono adattabili |
Mak da 150mm, rifrattori semi-apocromatici da
80: questo setup è ottimo per la fotografia a lunga posa. |
Riflettori fino a 20 centimetri a fuoco lungo
(fino a 1,2 metri di focale) . Rifrattori da 12 centimetri f8 o
SC fino a 25 centimetri |
Strumento non più lungo di 70 centimetri, con focale non
superiore a 800 mm. Peso non superiore a 8-9 Kg. Possibilità di
autoguida, anche con la motorizzazione di serie |
si |
|
EQ6
950 euro senza GOTO
1200 euro con GOTO
Entrambe le versioni hanno la porta autoguida |
25 Kg / 15 Kg |
Motorizzazione semplica in AR e Dec (chiamata
anche Syntrek) oppure con sistema di puntamento automatico
SkyScan e porta autoguida / si, tutti i sistemi di puntamento
sono adattabili |
Riflettori da 25 centimetri F1200 mm |
Riflettori fino 25 cm e focale 1200. Rifrattori
da 15 centimetri f8. SCT oltre i 30 centimetri. |
Strumento non più lungo di 1 metro e con focale non
superiore a 1,2 metri; peso non superiore a 12-15 Kg.
Possibilità di autoguida, anche con la motorizzazione di serie |
si |
|
CG5
600 euro completa di porta autoguida e GOTO
Nexstar |
11-12Kg / 6-7 Kg |
Motorizzazione Celestron con puntamento
automatico Nexstar e porta autoguida / si, tutti i sistemi di
puntamento sono accettabili |
Solamente SCT Celestron da 200 e 235 mm
(rispettivamente 8 e 9,25 pollici) |
Riflettori fino a 20 centimetri a fuoco lungo
(fino a 1 metro di focale). Rifrattori da 12 centimetri f8 o SCT
fino a 25 centimetri |
Strumento non più lungo di 60 cm, focale non superiore a
700-800 mm. Peso non superiore a 7 Kg. Possibilità di autoguida
di serie con il sistema Nexstar. |
si |
|
Losmandy GM-8 (molto simile, quanto a portata,
alla HEQ5 ma molto più precisa) 1700
euro con motorizzazione ma senza puntamento automatico
2900 euro con puntamento automatico.
Entrambe le versioni hanno la porta autoguida
|
13 Kg/ 10 Kg |
Motorizzazione di serie senza sistema di
puntamento automatico ma con porta autoguida, oppure con
puntamento automatico con maggiorazione del prezzo / si, si,
tutti i sistemi di puntamento sono accettabili |
Di solito non è venduta di serie con nessuno
strumento |
Riflettori fino a 20 centimetri a fuoco lungo
(fino a 1,2 metri di focale) . Rifrattori da 12 centimetri f8 o
SC fino a 25 centimetri |
Strumento non più lungo di 80 centimetri, con focale non
superiore a 900-1000 mm. Peso non superiore a 10 Kg. Possibilità
di autoguida, anche con la motorizzazione di serie |
si |
|
Losmandy G-11
(simile, ma molto più precisa della
cinese EQ6) 2500 euro con motorizzazione
ma senza GOTO
3800 euro con GOTO
Entrambe le versioni hanno la porta autoguida |
25 Kg/ 18-20 Kg |
Motorizzazione di serie senza sistema di
puntamento automatico ma con porta autoguida, oppure con
puntamento automatico con maggiorazione del prezzo / si, tutti i
sistemi di puntamento sono accettabili |
Di solito non è venduta di serie con nessuno
strumento |
Riflettori fino 30 cm e focale non superiore a
1,5 metri. Rifrattori da 15 centimetri f8. SCT e tutti i
catadiottrici compresi tra 30 e 40
centimetri. |
Strumento non più lungo di 1,2 metri e con focale non
superiore a 1,8-2 metri; peso non superiore a 18 Kg. Possibilità
di autoguida, anche con la motorizzazione di serie |
si |
|
Vixen sphinx
1600 euro, completa di GOTO (starbook) e porta
autoguida |
10 Kg / 7 Kg |
Motorizzazione Vixen con sistema di puntamento
automatico Starbook e porta autoguida di serie / adattabile a
tutti gli altri sistemi di puntamento automatico |
Venduta di serie solamente con strumenti Vixen,
generalmente riflettori da 20 cm F800mm |
Riflettori fino a 20 centimetri a fuoco lungo
(fino a 1,2 metri di focale) . Rifrattori da 12 centimetri f8 o
SC fino a 25 centimetri |
Strumento non più lungo di 60 cm, focale non superiore a
700-800 mm. Peso non superiore a 7 Kg. Possibilità di autoguida
di serie con il sistema Starbook |
si |
|
Vixen sphinx- D
2200 euro, completa di GOTO e porta autoguida |
15 Kg / 10 Kg |
Motorizzazione Vixen con sistema di puntamento
automatico Starbook e porta autoguida di serie / adattabile a
tutti gli altri sistemi di puntamento automatico |
Venduta di serie solamente con strumenti Vixen,
generalmente riflettori da 20 cm F800mm |
Riflettori fino a 20 centimetri a fuoco lungo
(fino a 1 metro di focale). Rifrattori da 12 centimetri f8 o SCT
fino a 25 centimetri |
Strumento non più lungo di 80 centimetri, con focale non
superiore a 900-1000 mm. Peso non superiore a 10 Kg. Possibilità
di autoguida di serie con il sistema Starbook |
si |
|
Vixen GP 2
350 euro, senza motorizzazione |
7 Kg / 4-5 Kg |
Nessuna motorizzazione di serie / adattabile a
tutti i sistemi di puntamento automatico |
Venduta di serie solamente con strumenti Vixen |
Strumenti compatti come Mak e SCT fino a
150mm. Riflettori da 15 centimetri F750mm |
Strumento non più lungo di 50 cm, focale non superiore a
600mm. Peso non superiore a 5 Kg. Possibilità di autoguida con
motorizzazione adatta |
si |
|
Vixen GPD 2
800 euro, senza motorizzazione |
10 Kg / 7 Kg |
Nessuna motorizzazione di serie / adattabile a
tutti i sistemi di puntamento automatico |
Venduta di serie solamente con strumenti Vixen |
Riflettori fino a 20 centimetri a fuoco lungo
(fino a 1,2 metri di focale) . Rifrattori da 12 centimetri f8 o
SC fino a 25 centimetri |
Strumento non più lungo di 60 cm, focale non superiore a
700-800 mm. Peso non superiore a 7 Kg. Possibilità di autoguida
solo con motorizzazione aggiuntiva |
si |
|
Meade LXD75
750 euro, completa di GOTO (Autostar) |
10 Kg / 6 Kg |
Motorizzazione di serie Autostar, con puntamento
automatico e porta autoguida / generalmente adattabile a tutti
gli altri sistemi di puntamento automatico |
Solamente Schmidt-Newton Meade da 15-20 e 25
centimetri |
Riflettori fino a 20 centimetri a fuoco lungo
(fino a 1 metro di focale). Rifrattori da 12 centimetri f8 o SCT
fino a 25 centimetri |
Strumento non più lungo di 60 cm, focale non superiore a 700
mm. Peso non superiore a 6 Kg. Possibilità di autoguida di serie
con l'Autostar |
si |
|