FAQ: domande e risposte per i principianti

·         Vorrei comprare un telescopio, ma sono totalmente ignorante in materia; cosa posso comprare?

·         Che cosa sono gli oculari?

·         A cosa servono gli oculari?

·         Cosa è la focale, il rapporto focale e come si calcolano gli ingrandimenti?

·         Cosa è una lente di barlow e a cosa serve?

·         Vorrei comprare un telescopio, sono abbastanza documentato ma non so quale scegliere; ci sono tante marche

·         Vorrei comprare un telescopio ma non so cosa aspettarmi

·         Vorrei fare foto; come faccio e cosa serve?

·         Vorrei un telescopio con tanti ingrandimenti; quanto costa?

·         Che differenza c'è tra le varie marche di telescopi?

·         Vedo tutto sottosopra

·         Mi serve una lente di barlow?e' utile?

·         A cosa servono i filtri?

·         Che differenza c'è tra un rifrattore acromatico ed un apocromatico e perché costano così tanto?

·         Cosa significa Semiapocromatico, ED ed apocromatico?

·         I pianeti al telescopio mi sembrano piccolissimi e privi di dettaglio; come posso migliorare la mia visione?

·         Quali e quante stelle posso osservare con il mio telescopio?

·         Le immagini di galassie e nebulose sono deboli e prive di colori, non come appaiono in foto; come posso fare?

·         Non riesco a puntare gli oggetti celesti

·         Ho sentito parlare di collimazione e qualità ottica; come capisco se l'ottica del mio tele è collimata e otticamente buona?

·         Cosa sono le aberrazioni?

·         Come pulisco le ottiche del telescopio?

·         Come pulire gli oculari e i filtri?

·         Posso osservare il Sole con il mio Telescopio?

·         Il filtro lunare è necessario?Devo comprarmelo?

·         A volte l'immagine, soprattutto ad alti ingrandimenti, sembra tremolante, sempre sfocata; a volte sembra di guardare in una pentola che bolle; è colpa del mio telescopio?

·         A cosa serve la montatura e quanto è importante?

·         Perché ci sono diversi tipi di montature?

·         La mia montatura è equatoriale e sembra muoversi in modo strano; come faccio a puntare gli oggetti?

·         Mi si appannano le ottiche; come posso fare?

·         Quali oculari acquistare?

 

·         Vorrei comprare un telescopio, ma sono totalmente ignorante in materia; cosa posso comprare?

Il consiglio in questi casi è purtroppo amaro: non comprare nulla, risparmia i soldi per quando sarai pronto. Un telescopio è uno strumento di arrivo in un certo senso; esso dovrebbe essere visto come lo strumento che ti aiuta a mettere in pratica le conoscenze astronomiche di base che hai appreso. Utilizzare un telescopio non è semplice; esso costa molto denaro, e le osservazioni richiedono tempo, esperienza, capacità, conoscenza del cielo. Senza questi requisiti un telescopio è poco più che un mobile da arredamento. Il mio consiglio è di iniziare per gradi; intanto comprati un paio di libri di astronomia che parlano del cielo, di come orientarsi, di come funzionano gli strumenti. Poi comprati un atlante del cielo o scaricati un programma planetario per PC (Cartes du ciel è gratis) e impara ad osservare il cielo ad occhio nudo da un posto davvero buio lontano dalle luci della città; un occhio umano adattato al buio può vedere oltre 3000 stelle, almeno 5-6 nebulose, un paio di galassie e svariati ammassi stellari: impara prima a sfruttare gli strumenti ottici che già hai, per poi fare il salto di qualità quando ha sfruttato in pieno il tuo occhio. Il passo successivo può essere un buon binocolo, uno strumento allo stesso tempo propedeutico al telescopio e inseparabile compagno di viaggio per gli anni a venire; impara a puntare le stelle, gli oggetti più luminosi; cerca di prendere le misure nel cielo perché è una cosa molto difficile. Prima di comprare un telescopio documentatevi su cosa aspettarvi da uno strumento del genere, perché non sono oggetti magici che fanno miracoli; spesso molte persone hanno aspettative troppo alte e rimangono delusi. Non prendere ad esempio le immagini che si ottengono, perché fotografia e osservazione sono due pianeti completamente diversi; per avere le idee più chiare puoi frequentare un'associazione di astrofili vicina a casa tua (ce ne sono tante!); in genere loro sono molto cordiali e disponibilissimi e puoi mettere l'occhio in diversi telescopi per farti un'idea di quello che ti aspetta. Dopo tutto questo, sei pronto per un telescopio (se la passione c'è ancora!) e ricorda che per iniziare ad osservare attraverso strumenti che non siano dei semplici giocattoli, devi spendere almeno 300 Euro

 

·         Che cosa sono gli oculari?

Gli oculari sono degli oggetti cilindrici contenenti un gruppo di lenti, che vengono utilizzati per ingrandire e rendere visibile all'occhio umano l'immagine di qualsiasi strumento ottico, siano essi telescopi che binocoli. Ogni strumento ottico è infatti costituito da lenti  o specchi o entrambi che hanno il compito di raccogliere la luce e convogliarla in un punto su un piano, detto piano focale (provate  far passare la luce di una lampada attraverso una lente d'ingrandimento; ponete dall'altra parte un foglio bianco di carta e muovete in alto e in basso la lente fino a quando non vedere apparire l'immagine del lampadario! Quello è il piano focale). L'immagine che si forma su questo piano è però molto piccola e deve essere ingrandita attraverso ulteriori lenti di ingrandimento che sono appunto gli oculari. (gli oculari sono delle vere e proprie lenti di ingrandimento; provare per credere!) Essi non fanno parte del telescopio, ma sono accessori intercambiabili.

 

·         A cosa servono gli oculari?

Come già intuito nella precedente domanda, gli oculari servono per ingrandire l'immagine data dal telescopio e di renderla visualizzabile all'occhio umano.

 

·         Cosa è la focale, il rapporto focale e come si calcolano gli ingrandimenti?

La focale di ogni strumento ottico è la distanza alla quale si forma l'immagine di un oggetto posto ad una distanza molto grande. La luce entra nell'obiettivo e viene poi convogliata in un punto; la distanza tra l'obiettivo e il punto in cui si forma l'immagine è chiamata focale (F). Il rapporto focale (f)è il rapporto tra la focale (F) e il diametro dell'obiettivo del telescopio (D): f= F/D; questo numero ci da in pratica la luminosità fotografica di uno strumento ottico analogamente a quanto accade per gli obiettivi fotografici. Un rapporto focale di f4 si dice allora essere più rapido o luminoso di un rapporto f10; questo significa che in fotografia uno strumento f4 è più luminoso di uno f10 e quindi permette di registrare oggetti più deboli a parità di tempo d'esposizione. Il significato fotografico del rapporto focale non è valido quando si osserva visualmente; uno strumento da 20cm di diametro f4 e uno da 20 cm di diametro ma f15 se usati allo stesso ingrandimento  sono equivalenti quanto a luminosità dell'immagine. Il rapporto focale per strumenti ottici commerciali ha però altri due significati: il primo è legato alla qualità media degli strumenti: uno strumento con rapporto focale alto (8-10 o più) è in generale più facile da lavorare otticamente e quindi ha una qualità mediamente superiore ad uno della stessa fascia di prezzo ma con un rapporto focale 4-5. Questo è vero per la focale reale dello specchio o lente e non vale se si usano combinazioni ottiche come i Cassegrain il cui rapporto focale è frutto di una combinazione di specchi. In questo caso bisogna prendere la focale effettiva di ognuno dei suoi componenti, anche se questi strumenti, di fascia di prezzo medio-alta sono tutti piuttosto buoni. In un rifrattore acromatico il rapporto focale ci da informazioni (sia pur qualitative) sull'aberrazione ottica risultante che dipende proprio da questo valore; uno rifrattore acromatico f5 produrrà immagini nettamente peggiori di uno a f10 (rapporti focale reali!) a causa dell'aberrazione cromatica conseguenza fisica delle leggi dell'ottica e quindi sempre presente in questi strumenti. Il secondo significato è legato agli ingrandimenti; l'ingrandimento di un immagine è dato dal rapporto tra la focale del telescopio e la focale dell'oculare che si utilizza. Questo valore così definito ha significato solo per osservazioni visuali ed è facile da calcolare perché gli oculari vengono venduti proprio in base alla loro focale (e schema ottico utilizzato). Uno strumento da 1000mm di focale usato con un oculare da 10 mm darà esattamente 100 ingrandimenti, mentre con un oculare da 5 ne darà 200. In teoria non c'è limite all'ingrandimento raggiungibile; posso per esempio utilizzare un oculare da 2.5mm unito ad una barlow 5x per avere con lo stesso strumento ben 2000 ingrandimenti, ma questo non serve perché l'ingrandimento è solo il mezzo con cui io riesco a sfruttare le potenzialità del mio telescopio che sono date unicamente dal diametro dell'obiettivo.  Gli oculari in generale hanno un diametro delle lenti maggiore per focali maggiori e questo risulta in un'osservazione più comoda perché ho un campo maggiore e non devo stare attaccato alla lente dell'oculare per osservare l'oggetto (la pupilla d'uscita ci da la distanza alla quale devo mettere l'occhio per osservare completamente il campo dato dall'oculare). E' chiaro quindi che uno strumento da 20 cm di diametro f 10 necessita di un oculare da 20mm per avere 100 ingrandimenti, mentre uno da 20cm f 5 necessita di un oculare da 10 mm, con un campo nettamente più piccolo e una maggiore difficoltà di osservazione. In questo caso quindi il rapporto focale ci da un'idea di quali oculari posso utilizzare per avere una visione comoda con un certo numero di ingrandimenti

 

·         Cosa è una lente di barlow e a cosa serve?

Una lente di barlow è costituita da un doppietto acromatico (cioè un gruppo di 2 lenti) negativo; essa è in un certo senso il contrario di un oculare; essi ingrandiscono, la lente di Barlow rimpicciolisce. In pratica questa lente viene utilizzata per aumentare la focale effettiva del proprio telescopio, di un valore generalmente di 2 volte (2x, leggi 2 per). Siccome l'ingrandimento è il rapporto tra la focale risultante e la focale dell'oculare utilizzato, il risultato netto è un aumento dell'ingrandimento, in particolare, utilizzando una lente 2x ho un raddoppio dell'ingrandimento utilizzando uno stesso oculare. Se di ottima qualità ottica le lenti di Barlow sono molto utili perché permettono di avere un alto ingrandimento con oculari a lunga focale e quindi grande campo apparente e comodità d'osservazione (perché con maggiore pupilla d'uscita).

 

·         Vorrei comprare un telescopio, sono abbastanza documentato ma non so quale scegliere; ci sono tante marche

Se sei pronto allora posso darti qualche consiglio: 1) la qualità si paga; non credere in offerte mirabolanti; uno strumento ottico richiede una notevole precisione di lavorazione e per questo costa tanto. 2) devi sapere cosa vuoi farci: vuoi solo osservare? se si, cosa? pianeti? allora ti serve un Mak o un Newton lungo, tipo f5-6-7; vuoi osservare galassie, nebulose e in generale oggetti del cielo profondo? Allora prendi un dobson, un telescopio la cui montatura è ridotta all'osso per privilegiare la potenza ottica; vuoi fare fotografia? allora ti serva una buona montatura, più importante del telescopio stesso. Vuoi fare un po' di tutto? allora prendi un Newton f5, ma anche f6-7-8, ma evita sempre i rifrattori acromatici corti perché sono la festa delle aberrazioni! Per iniziare a mio avviso occorre uno strumento medio, altrimenti ci si stanca presto, su una montatura equatoriale che permette di fare comode osservazioni e fotografie a breve esposizione (pianeti e luna). Un tale strumento può essere un Newton da 130, meglio 150 mm su montatura equatoriale. Per quanto riguarda le marche, ce ne sono alcune che si equivalgono perché gli strumenti arrivano in realtà dalla stessa ditta cinese; per questo newton Celestron, Meade, Skywatcher, Bresser, Orion, Konus, RKS sono in realtà tutte uguali, perché gli strumenti provengono dalla stessa fabbrica cinese e hanno una qualità più che buona per iniziare. Prendete i prezzi di queste marche come indicativi di una qualità media, e diffidate sempre da marche meno conosciute che vi propongono strumenti a prezzi molto più bassi: non fidatevi mai perché in astronomia prezzo basso significa sempre qualità bassa!

 

·         vorrei comprare un telescopio ma non so cosa aspettarmi

Questa è un'ottima domanda perché molte persone hanno aspettative troppo elevate! utilizzare un telescopio non è semplice, richiede padronanza e conoscenze di base che nessun hobby richiede. Anche la stessa osservazione può essere veramente frustrante. Prima di tutto dovete disporre di un cielo scuro, lontano dalle luci della città, il nemico numero 1 per le osservazioni di oggetti deboli. Non sottovalutate le condizioni del cielo perché sono il vero ago della bilancia. Per chi non ha possibilità di fare osservazioni al buio, dovrà accontentarsi di osservare i pianeti e la luna che non richiedono un cielo scuro ma una notevole stabilità atmosferica. Per quanto riguarda gli oggetti del cielo profondo non aspettatevi assolutamente quello che vedete nelle immagini. La macchina fotografica può raccogliere la luce con esposizioni anche di diversi minuti, cosa che l'occhio umano non può chiaramente fare, per questo le fotografie risultano ben diverse dalla realtà. Ad esempio, i famosi bracci a spirale di M51 sono fotografabili anche con un obiettivo dal diametro di 5 cm, mentre per essere percepiti visualmente è necessario uno strumento da 30 cm e cielo eccezionalmente trasparente! Scordatevi di vedere i colori di qualsiasi oggetto; i più deludenti saranno le nebulose e le galassie che appariranno sempre oggetti nebbiosi, simili a nuvolette, mentre molte più soddisfazioni le avrete sugli ammassi, soprattutto globulari, a patto di avere uno strumento di almeno 15 cm, altrimenti anche essi appariranno come dei batuffoli d'ovatta. Per i pianeti le cose vanno meglio ed effettivamente in presenza di stabilità atmosferica, la risoluzione che si raggiunge visualmente è simile a quella che si ottiene in foto. I colori saranno un po' diversi ma comunque presenti e non avrete a che fare con oggetti evanescenti, anche se inizialmente essi vi appariranno un po' piccoli e difficili da mettere a fuoco. Per i pianeti ma anche per gli oggetti del cielo profondo occorre infatti imparare ad osservare; è incredibile la diversa quantità di dettagli osservabili da un occhio inesperto e da uno esperto sullo stesso soggetto.

 

·         vorrei fare foto; come faccio e cosa serve?

Fare foto non è semplice e richiede pazienza e una strumentazione all'altezza. Prima di intraprendere questa strada ti consiglio di imparare ad usare bene il tuo strumento e di saper osservare e orientarti bene in cielo, poi potrai passare alla fotografia; possiamo distinguere tre filoni principali: 1) fotografia di pianeti, luna, Sole, cioè di oggetti brillanti in cui è necessaria un'alta risoluzione, 2) fotografia di oggetti estesi e deboli in cui è necessaria una grande profondità dell'immagine, 3) fotografia in parallelo attraverso obiettivi e piccoli teleobiettivi di campi stellari. Per tutti questi campi d'applicazione è necessario possedere una montatura equatoriale motorizzata, in grado cioè di inseguire automaticamente gli oggetti durante il loro spostamento apparente nella volta celeste; questo è un requisito indispensabile. La numero 3) è la più facile da ottenere; non si sfrutta il proprio telescopio ma solo la montatura su cui è montata la macchina fotografica munita di un normale obiettivo (la macchina fotografica deve avere un controllo manuale dell'esposizione, messa a fuoco e diaframma, per questo scopo vanno bene solo le macchine fotografiche reflex siano esse digitali o su vecchia pellicola). Il passo successivo consiste nell'usare il proprio strumento per riprendere tutti gli oggetti brillanti che richiedono brevi tempi d'esposizione ( 2) i pianeti, la luna e il Sole), mentre il passo 3) è quello più difficile perché prevede di utilizzare il proprio strumento come un grande teleobiettivo ma richiede una montatura molto precisa, in grado di seguire le stelle per un tempo superiore a 10 minuti, o in alternativa dei sistemi di controllo della guida piuttosto difficili e costosi.  In conclusione: per iniziare e fare immagini di pianeti attraverso il telescopio e di campi stellari in parallelo al vostro strumento, vi serve una montatura equatoriale motorizzata almeno su un asse che non sia troppo leggera rispetto al peso del tubo ottico (tutti gli strumenti commerciali su montatura equatoriale sono in grado di soddisfare questa richiesta).

 

·         Vorrei un telescopio con tanti ingrandimenti; quanto costa?

Come già accennato, gli ingrandimenti non sono il fattore che determina la potenza di un telescopio e i motivi sono sostanzialmente due, uno di natura deduttiva e l'altro di natura più fisica. Il motivo immediato è quello che l'ingrandimento è  variabile e dipende dalla combinazione focale telescopio-focale oculare e in teoria qualsiasi telescopio può raggiungere qualsiasi ingrandimento semplicemente cambiando gli oculari; quindi se l'ingrandimento fosse il vero fattore per valutare la potenza di uno strumento, un semplice telescopio da 100 euro sarebbe potente quanto il più grande telescopio al mondo; basterebbe infatti trovare oculari e lenti aggiuntive per aumentare gli ingrandimenti a dismisura e il gioco sarebbe fatto. Purtroppo nella realtà non è così: l'ingrandimento di in telescopio non è il fattore che ne determina la potenza; essa è determinata (quasi) unicamente dal diametro dell'obiettivo, sia esso costituito da lenti o specchi. Il diametro dell'obiettivo determina univocamente la quantità di luce raccolta (e quindi quante stelle deboli posso osservare) e il potere risolutivo ( la distanza angolare alla quale riesco ancora a separare due oggetti vicini). L'ingrandimento è solamente il mezzo per raggiungere il potere risolutivo determinato dal diametro del telescopio. L'immagine prodotta sul piano focale da ogni strumento contiene in se tutta la risoluzione dello strumento; tuttavia l'occhio non riesce a vedere da solo tutta questa risoluzione, e per questo bisogna aumentare l'ingrandimento dell'immagine affinché l'occhio possa percepire tutti i dettagli. Quando l'ingrandimento arriva a circa 2.5-3 volte il valore del diametro dello strumento espresso in mm, l'occhio umano riesce finalmente a percepire tutto il potere risolutivo dello strumento. Aumentando ancora l'ingrandimento il potere risolutivo resta costante ma l'immagine diventa sempre più grande, con il risultato di apparire sfocata (l'effetto è lo stesso di quando si ingrandisce un'immagine oltre il 100% delle sue dimensioni): l'ingrandimento quindi serve a tirare fuori tutto il potere risolutivo dello strumento, ma non lo influenza affatto perché esso è univocamente determinato dal diametro (e qualità) dell'ottica del telescopio. Stesso discorso vale per le stelle e oggetti deboli che posso vedere; essi non dipendono dall'ingrandimento ma solo dal diametro dell'obiettivo del telescopio: la potenza di uno strumento si misura solamente in base al suo diametro e alla qualità della lavorazione delle sue ottiche.

 

·         Che differenza c'è tra le varie marche di telescopi?

Le marche principali che propongono gran parte dei telescopi di fascia economica sono quelle già citate:  Celestron, Meade, Skywatcher, Bresser, Orion, Konus, RKS, che vendono telescopi importati dalla Cina dalla qualità buona per iniziare. I prezzi sono tutti piuttosto allineati, tranne rare offerte promozionali; su queste marche blasonate non ci si sbaglia, mentre bisogna stare attenti a marche meno conosciute e che propongono gli stessi strumenti (in apparenza) a prezzi notevolmente risotti; un esempio classico è la Seben, che produce veri e propri giocattoli difettosi invece che telescopi. Altre marche come Skiline, Geoptik sono invece serie e producono strumenti di livello paragonabile alle altre. In generale state sempre attenti, per evitare delusioni a: 1) Prezzo: nulla è gratis e un prezzo notevolmente ridotto deve far insospettire; 2) descrizione corrette dell'oggetto: una marca che si rispetta (o rivenditore) descrivono l'oggetto usando termini tecnici e senza trionfalismi (come ingrandimento di oltre 1000X, grandissima capacità di raccogliere la luce, possibilità di osservare ai confini dell'universo, lenti (??) in dotazione eccezionali!) e 3) competenza di chi lo vende: il venditore deve sapervi dare consigli e non limitarsi a leggere la scatola con le fantasmagoriche caratteristiche!

 

·         Vedo tutto sottosopra

E' una conseguenza normalissima ma che sorprende molte persone; le leggi dell'ottica a cui ogni telescopio obbedisce, affermano proprio quello che vedete: l'immagine che si forma e che è ingrandita dall'oculare è sottosopra; è così e basta! Per le osservazioni astronomiche questa cosa non disturba perché il concetto di sotto e sopra è tipicamente terrestre, mentre qualche problema può dare nel caso delle osservazioni naturalistiche e terrestri in generale; in questo caso potete comprare due accessori per raddrizzare l'immagine: un raddrizzatore a 45° costituito da uno specchietto da avvitare prima dell'oculare che raddrizza l'immagine nel verso alto-basso ma la mantiene ribaltata nel verso destra-sinistra oppure un raddrizzatore totale costituito da dei prismi che correggono completamente l'immagine. Questi accessori, soprattutto il prisma, devono essere usati solamente quando strettamente necessario perché degradano un po' l'immagine, e non possono essere usati con tutti gli strumenti ottici (dipende dalla corsa del fuocheggiatore che deve essere abbastanza grande-piccola da consentire la messa a fuoco che è molto spostata rispetto alla visione diretta)

 

·         Mi serve una lente di barlow?e' utile?

Una lente di Barlow se di ottima qualità, può essere molto utile; intanto consente di osservare a ingrandimenti doppi con lo stesso oculare e quindi di avere una visione migliore invece di utilizzare un oculare con campo e pupilla d'uscita minore (come generalmente sono gli oculari a focali più corte), poi è generalmente meno costosa di un oculare e più versatile: essa può infatti essere usata alla stregua di un duplicatore di focale per le riprese fotografiche. Diffidate sempre dalle lenti economiche; una buona lente deve essere apocromatica e non costare meno di 100 euro. e state attenti se il vostro telescopio è in grado di mettere a fuoco con tale accessorio (questo si verifica principalmente per gli strumenti catadiottrici di piccolo diametro come la serie ETX della Meade, per i quali esistono barlow su misura)

 

·         A cosa servono i filtri?

I filtri servono a migliorare la visione degli oggetti, ad esclusione di quello Solare, indispensabile per preservare la propria vista. Possiamo distinguere tra i filtri per gli oggetti del cielo profondo, quelli usati per i pianeti e quelli usati per migliorare le prestazioni del proprio telescopio; i primi servono a ridurre l'inquinamento luminoso del proprio sito osservativo e allo stesso tempo accentuare i dettagli soprattutto delle nebulose (filtri centrati sulle righe di emissione delle nebulose, i cosiddetti filtri nebulari, molto utili ma solo per le nebulose); un tipico filtro nebulare è l' O III, o l'H-alpha, centrati sulle principali righe di emissione delle nebulose. I secondi sono semplici filtri colorati come il giallo e il rosso e quindi molto meno selettivi dei precedenti (e quindi molto meno costosi), che hanno effetto solo nelle osservazioni planetarie. Essi hanno infatti il privilegio di selezionare e a volte accentuare la visibilità di certi dettagli planetari; un filtro rosso ad esempio da un contrasto maggiore ai dettagli superficiali di Marte, mentre uno blu ne mette in evidenza le formazioni atmosferiche come nuvole e nebbie. Un filtro violetto è utile per cercare di osservare le nubi dell'atmosfera di Venere, mentre il solito filtro rosso ha anche il compito di ridurre la turbolenza atmosferica, inversamente proporzionale alla lunghezza d'onda di osservazione. I terzi infine sono speciali filtri che servono a ridurre l'aberrazione cromatica dei rifrattori; sono in pratica dei filtri che tagliano le parti estreme dello spettro visibile e riducono efficacemente l'aberrazione cromatica, a scapito però di un'alterazione del colore.

 

·         Che differenza c'è tra un rifrattore acromatico ed un apocromatico e perché costano così tanto?

Le leggi dell'ottica affermano che una lente singola non è in grado di far confluire nel fuoco tutte le lunghezze d'onda di cui è composta la sorgente inquadrata, perché l'indice di rifrazione varia con la lunghezza d'onda della luce; così i raggi blu saranno deviati in maniera diversa da quelli rossi e il risultato è che essi vanno a fuoco su un punto diverso dagli altri, andando a creare un'immagine in cui una lunghezza d'onda è a fuoco e le altre no, cioè un'immagine circondata da aloni colorati; questo effetto è chiamato aberrazione cromatica e ne soffrono tutte le lenti in quanto elementi dispersivi in se. Per ovviare a questo problema si costruiscono telescopi formati da più lenti, in modo da avere una minore entità di aberrazione cromatica. La soluzione più economica è quella che prevede di utilizzare un doppietto, detto doppietto acromatico, che prevede l'accoppiamento di una lente positiva e una negativa; in questo caso si riduce molto il cromatismo ma non del tutto e le immagini, soprattutto se ottenute attraverso strumenti di basso rapporto focale (f) soffrono molto questo disturbo. Tali telescopi rifrattori si chiamano impropriamente acromatici e hanno la capacità di portare sul fuoco due lunghezze d'onda diverse, ma ciò non è sufficiente. Per ridurre il cromatismo, si è soliti utilizzare dei gruppi di 3 o addirittura 4 lenti costituite da vetro speciale a bassa dispersione: in questo modo si ottengono immagini veramente prive di cromatismo che rappresentano la perfezione ottica. Questi strumenti sono detti apocromatici e sono tra i telescopi migliori al mondo quanto a purezza delle immagini. Purtroppo tale purezza si paga a caro prezzo; essi sono strumenti molto costosi, addirittura 5-6 o 10 volte più costosi degli acromatici di pari livello; una tale differenza di prezzo è da ricercarsi nei materiali precisi e costosi di cui sono costituiti e del lavoro necessario per assemblare una tale strumento.

 

·         Cosa significa Semiapocromatico, ED ed apocromatico?

Molto spesso si fa confusione su questo tema e anche i rivenditori a volte sembrano alimentare questa confusione. Per correggere l'aberrazione cromatica ci sono 2 metodi: 1) si utilizzano gruppi di lenti (almeno 3) a basso potere dispersivo e si ottiene un apocromatico, oppure si usano solamente 2 lenti come nei rifrattori acromatici con bassissimo potere dispersivo. Quest'ultima soluzione è molto più economica ma non produce dei risultati uguali agli apocromatici, che per definizione sono costituiti da più di due lenti perché devono portare sul fuoco 3 diverse lunghezze d'onda, cosa fisicamente impossibile con gruppi di 2 lenti, per quanto a basso potere dispersivo possano essere. Gli strumenti con un doppietto acromatico così speciale, sono chiamati ED (Extra low Dispersion)ma non  sono apocromatici, bensì degli ibridi o dei semiapocromatici.

 

·         I pianeti al telescopio mi sembrano piccolissimi e privi di dettaglio; come posso migliorare la mia visione?

A tutti gli osservatori alle prime armi i pianeti sembrano piccolissimi e privi di dettagli, ma in realtà non sempre è così. Per quanto riguarda la grandezza, siamo ingannati dal nostro occhio che si comporta come quando osserviamo la luna prossima all'orizzonte e alta nel cielo e ce ci appare di diverse dimensioni: l'occhio in assenza di riferimenti, percepisce  gli oggetti più piccoli di quelli che realmente sono. Un esempio tipico è dato dal pianeta Giove, che  in opposizione ha un diametro di circa 40"; questo significa che un ingrandimento di 50 volte  è  sufficiente a farcelo vedere come la Luna piena vista ad occhio nudo. Qualcuno penserà che questa è già una dimensione notevole, ma in realtà Giove a 50 ingrandimenti vi apparirà piccolissimo, eppure è grande quanto la luna piena vista ad occhio nudo. Nelle osservazioni planetarie non importa quanto il vostro occhio percepisce piccolo il pianeta osservato; quello veramente importante è utilizzare un ingrandimento che permette all'occhio di sfruttare in pieno il potere risolutivo del telescopio, e questo si ottiene, in serata in cui c'è poca turbolenza atmosferica, con un ingrandimento di 2-2.5 volte il diametro del telescopio espresso in mm. Quanto alla mancanza di dettagli ci sono tre fattori che remano contro: uno è sicuramente la turbolenza atmosferica; la nostra atmosfera si comporta come un'immensa bacinella d'acqua in movimento e la visione di oggetti attraverso di essa è disturbata dal movimento del liquido; solamente quando esso è quasi fermo posso sperare di ottenere visioni veramente al limite del potere risolutivo del telescopio. Un altro fattore è l'allineamento delle ottiche (in particolare se avete un riflettore): ottiche non allineate, cioè non collimate danno immagini sfuocate e impastate; ultimo ma non per importanza è l'esperienza dell'osservatore: fate vedere un pianeta ad un astrofilo esperto e ad una persona che non ha mai messo occhio in un telescopio ed essi vi racconteranno di due visioni completamente diverse. Osservare, soprattutto i fini dettagli planetari è una tecnica che si impara solamente con il tempo e la pazienza.

 

·         Quali e quante stelle posso osservare con il mio telescopio?

Questa domanda è mal posta; se parliamo del numero di stelle deboli che posso osservare allora la risposta è: qualche milione, ma se parliamo dell'osservazione delle singole stelle come attività per cui si usa il telescopio, allora la cosa non ha senso. E' vero infatti che il telescopio mi permette di vedere stelle più deboli del semplice occhio, ma è altrettanto vero che qualsiasi stella vista al telescopio rimarrà sempre un puntino senza poter essere risolto al contrario dei pianeti. Osservare le singole stelle come si osservano i singoli pianeti non ha senso, perché non possiamo risolvere i loro dischi in quanto sono troppo lontane da noi. Qualcuno potrebbe obiettare che se punta una stella ad ingrandimento elevato essa si mostra come un disco, ma questo è falso e quel disco è fittizio: esso è il disco di Airy della figura di diffrazione nella migliore delle ipotesi, che nulla ha a che vedere con il disco reale della stella, o più spesso vedrà un disco spurio colorato e in movimento a causa della turbolenza atmosferica. Se il telescopio non si usa per osservare le singole stelle, allora a cosa serve? Serva per osservare i pianeti e tutti gli oggetti che hanno una certa estensione angolare; nell'universo infatti non esistono solamente stelle singole ma: 1) ammassi stellari, sia aperti che globulari: sono gruppi a volte enormi e compatti di stelle, meravigliosi al telescopio; 2) nebulose: regioni immense di gas caldo che emette luce; 3) galassie: immensi gruppi di stelle e nebulose posti a distanze enormi da noi.  Quindi, quello che si osserva con un telescopio sono gruppi di stelle, distese di gas e in generale oggetti molto molto grandi.

 

·         Le immagini di galassie e nebulose sono deboli e prive di colori, non come appaiono in foto; come posso fare?

Per questa domanda la risposta è: non puoi fare nulla. L'occhio umano non è abbastanza sensibile per poter percepire le reali estensioni e i colori degli oggetti del cielo profondo come appaiono in foto, neanche se si utilizzano telescopi enormi (addirittura neanche se ci si trovasse a pochissima distanza o addirittura dentro la nebulosa stessa!). L'unica strada da percorrere è quella di fare fotografie perché l'osservazione delle nebulose e galassie non è capace di rivelare tutti i dettagli di una foto, in nessuna condizione osservativa. Puoi comunque migliorare la tua visione andando in cerca di cieli scuri, lontano dalle città e lasciano il tuo occhio al buoi assoluto per almeno 15-20 minuti prima di osservare. Un buon trucco per vedere dettagli fini è quello di usare la cosiddetta visione distolta e cioè di non osservare direttamente l'oggetto ma di vederlo solamente con la coda dell'occhio, utilizzando una regione della retina più sensibile.

 

·         Non riesco a puntare gli oggetti celesti

E' molto comune e frustrante soprattutto all'inizio. Ci sono poche ma semplici regole da seguire per avere la vita più facile; intanto allineate bene il cercatore del vostro telescopio; esso è uno strumento preziosissimo, in grado di farvi puntare gli oggetti luminosi con estrema facilità, poi portate con voi delle carte stellari in modo da potervi orientare facilmente nel cielo; uno strumento molto utile è l'astrolabio che vi da la porzione di cielo visibile ad una certa ora e data. Se l'oggetto non è visibile attraverso il cercatore perché poco luminoso, non preoccupatevi; puntare la stella abbastanza luminosa più vicina e aiutandovi con le carte stellari avvicinatevi a piccoli passi all'oggetto osservato aiutandovi sia con il cercatore che con il telescopio usando bassissimi ingrandimenti.

 

·         Ho sentito parlare di collimazione e qualità ottica; come capisco se l'ottica del mio tele è collimata e otticamente buona?

La collimazione è una procedura che si effettua su qualsiasi strumenti ottico e che permette di allineare gli assi ottici delle lenti o specchi rispetto all'osservatore; le leggi dell'ottica affermano che un'ottica perfetta produce immagini perfette sull'asse ottico; fuori da esso, anche se la lavorazione è stata perfetta, subentrano dei difetti (aberrazioni) che non possono essere evitate. Allineare le ottiche quindi è un'operazione indispensabile (ma facile e che non comporta rischi) per riuscire ad avere immagini migliori soprattutto quando si usano ingrandimenti elevati. Per capire se l'ottica è collimata o meno si può effettuare lo star test: si punta una stella luminosa ad alti ingrandimenti e si sfoca: se l'immagine risultante è rotonda e simmetrica allora le ottiche sono collimate, altrimenti no e bisognerebbe procedere alla collimazione. La qualità ottica di uno strumento invece non c'entra nulla con la collimazione; essa rappresenta la bontà con cui è stata lavorata l'ottica del telescopio. Uno strumento otticamente non buono produce immagini povere di dettagli e sempre sfuocate indipendentemente dalla collimazione e dalle condizioni meteo e non si può correggere in alcun modo. Per verificare la bontà di un ottica si effettua lo star test e si analizzano le immagini di una stella sfuocata in extrafocale e intrafocale e di una stella a fuoco, utilizzando alti ingrandimenti.

 

·         Cosa sono le aberrazioni?

Sono difetti ottici che si manifestano come distorsioni delle immagini. Alcune aberrazioni sono il frutto inevitabile delle leggi dell'ottica, altre invece sono causate da una non corretta lavorazione delle lenti (o specchi) e che in generale è difficile correggere ad ottica pronta. Uno strumento perfetto, non deve produrre aberrazioni sull'asse ottico.

 

·         Come pulisco le ottiche del telescopio?

Intanto devo dire che bisognerebbe pulire le superfici ottiche solamente quando strettamente necessario; un po' di polvere non reca alcun danno; solamente quando essa comincia a diventare tanta e si nota un calo di luce allora si può procedere a pulire le ottiche. Per i rifrattori: non smontate le lenti e limitatevi a pulire la superficie esterna: togliete la polvere usando uno spruzzino ad aria compressa, poi passateci sopra delicatamente con un panno di daino (quello per pulire gli occhiali). Questa procedura è sufficiente per pulire bene le superfici. State molto attenti perché le superfici ottiche sono molto delicate e si graffiano subito e non usate liquidi perché correte il rischio di portare via il trattamento antiriflessi. Per i riflettori e tutti gli specchi in generale: dovete stare ancora più attenti perché gli specchi sono molto molto più delicati delle lenti; usate sempre uno spruzzino ad aria compressa per eliminare la polvere più grossa e poi usate dell'acqua distillata e dello scottex per asciugare delicatamente. Una volta fatto, potete rimuovere i pelucchi rimasti usando dei cottonfioc oppure un panno per ottiche; l'importante è fare molta attenzione!In generale comunque meglio prevenire: tappate lo strumento quando non osservate e pulite solo quando c'è sporco vero sulle ottiche.

 

·         Come pulire gli oculari e i filtri?

Oculari e filtri sono più esposti alla polvere ma fortunatamente sono meno delicati degli specchi; la procedura da utilizzare è simile; soffiate via la polvere più grossa e poi passate con un panno per occhiale delicatamente; non pulite spesso questi oggetti, un po' di polvere non nuoce alla visione

 

·         Posso osservare il Sole con il mio Telescopio?

Si ma va assolutamente usato un filtro solare appositamente costruito per osservare il Sole, da porre davanti all'obiettivo del telescopio e NON da avvitare all'oculare come tutti gli altri filtri. La luce del Sole è così forte che potrebbe rendervi ciechi se osservata attraverso il semplice cercatore del telescopio. Per osservare in tutta sicurezza il Sole, tappate il cercatore del telescopio e non usatelo per nessun motivo, poi prendete un filtro solare a tutta apertura da porre davanti all'obiettivo (il migliore è l'astrosolar, una pellicola sottile ma estremamente sicura, dal costo basso), mettetelo al telescopio al posto del tappo copri ottiche, senza ancora puntare il Sole. Una volta messo potete puntare il Sole usando il metodo dell'ombra: guardate l'ombra proiettata dal telescopio sul terreno e  muovetelo; quando essa raggiunge la minima dimensione avrete puntato il Sole; prima di osservare al telescopio controllate che il filtro sia saldamente a posto e che non passi luce non filtrata, poi mettete una mano davanti all'oculare per vedere se passa luce troppo forte; in caso negativo potete finalmente mettere l'occhio e osservare con tranquillità. Un altro modo ancora più sicuro è quello di proiettare il Sole; questo può essere fatto solamente se si usa un rifrattore; non usate il metodo della proiezione con un riflettore; il calore che raggiunge gli specchi secondari è troppo forte e può danneggiare irreparabilmente il vostro strumento. Per lo scopo usate un piccolo rifrattore, con un oculare non in plastica (altrimenti può fondere!); puntate il Sole con il metodo dell'ombra e senza MAI incrociare con gli occhi il fascio di luce proveniente dall'oculare ponete un foglio di carta bianco davanti ad esso, ad una distanza di almeno 30cm; vedrete l'immagine del Sole proiettata sullo schermo in tutta sicurezza! Non tenete il telescopio puntato al Sole per tanto tempo perché l'oculare potrebbe danneggiarsi e state sempre attenti; non usate MAI filtri solari fai da te come lastre, dischi floppy o maschere da saldatore e MAI filtri solari da avvitare all'oculare. L'occhio non ha terminazioni nervose e quindi non può sentire il dolore; utilizzando un filtro fai da te  potrete avere la sensazione di aver schermato la luce visibile, mentre la luce infrarossa che non potete vedere vi sta bruciando la retina senza accorgervene

 

·         Il filtro lunare è necessario?Devo comprarmelo?

Il filtro lunare è un semplice filtro verde da avvitare al barilotto dell'oculare e serve per schermare la luce lunare quando essa è in prossimità della fase piena. Al contrario dell'osservazione del Sole, l'osservazione della Luna non è dannosa per la vista ma può risultare di disturbo se condotta in fase di luna piena usando ingrandimenti bassi. Il panorama lunare è illuminato all'incirca quanto un normale paesaggio terrestre diurno e per un occhio abituato all'oscurità, con la pupilla dilatata, questo produce un effetto simile all'accensione di una forte luce dopo essere stati al buio per alcuni minuti: fastidioso ma non nocivo. Un filtro lunare non è una priorità ma una comodità e allo scopo può essere usato qualsiasi filtro colorato.

 

·         A volte l'immagine, soprattutto ad alti ingrandimenti, sembra tremolante, sempre sfocata; a volte sembra di guardare in una pentola che bolle; è colpa del mio telescopio?

no, il tuo telescopio non c'entra niente, stai solamente facendo i conti con la turbolenza. L'atmosfera terrestre può essere assimilata ad un gigantesco fluido in movimento, e come quando si guarda attraverso un tale fluido, gli oggetti sembrano sfocati, in movimento, come se bollissero. Certe volte l'atmosfera è più calma e le immagini sono migliori, si dice allora che la turbolenza è quasi assente o che il seeing (termine inglese) è molto buono; contrariamente in giorni di forte vento di tramontana, l'atmosfera è molto agitata e lo si nota dalla scintillazione delle stelle nel cielo; in questi casi la turbolenza è molto alta o il seeing è pessimo

 

·         A cosa serve la montatura e quanto è importante?

La montatura di un telescopio è qualcosa di molto di più che un semplice cavalletto come quelli fotografici; la montatura di un telescopio è un supporto che deve svolgere due funzioni molto importanti: 1) sorreggere in modo stabile i pesanti tubi dei telescopi e 2) permettere di inseguire le stelle nel loro cammino apparente nella volta celeste con la massima precisione. Esistono 3 tipi di montature: 1) altazimutale: è una montatura semplice che permette di muoversi su due assi, uno verticale e uno orizzontale, come qualsiasi cavalletto fotografico; 2) dobson: montatura molto spartana che sorregge telescopi in genere newton; come la altazimutale si muove su due assi, ma è molto più semplice e di solito non ha il treppiede; 3) equatoriale che si può considerare la vera e propria Montatura per i telescopi amatoriali. La montatura equatoriale oltre a svolgere la funzione di sostegno del telescopio, permette, muovendo un solo asse di seguire le stelle nel loro percorso nella volta celeste, percorso che non è ne orizzontale ne verticale, ma un arco di circonferenza attorno alla stella polare e che non può essere effettuato muovendo un solo asse nelle montature altazimutali o dobson. La montatura equatoriale se equipaggiata di motore permette automaticamente di seguire le stelle che non scapperanno più dall'oculare dopo pochi secondi e rappresenta la base per effettuare qualsiasi tipo di fotografia astronomica.

 

·         Perché ci sono diversi tipi di montature?

Una buona montatura equatoriale costa più dello stesso tubo ottico, per questo, in base alle esigenze degli osservatori, sono nate diverse tipi di montatura. L'equatoriale serve da base per fare fotografie ma è pesante, ingombrante e richiede uno stazionamento preciso e una notevole precisione di costruzione, per questo risulta costosa. Per chi non vuole fare fotografie una montatura equatoriale può essere anche superflua, per questo preferisce spendere più denaro per la potenza ottica rispetto alla montatura, optando per una semplice altazimutale o addirittura dobson.

 

·         La mia montatura è equatoriale e sembra muoversi in modo strano; come faccio a puntare gli oggetti?

E' normale; la montatura equatoriale si muove in modo diverso rispetto a tutte le altre; prima di fare danni informati bene leggendo il manuale del tuo telescopio che spiega come usare la montatura; essa infatti richiede prima di tutto uno stazionamento: deve essere inclinata di un angolo pari alla latitudine del luogo dal quale si osserva e poi il suo asse va puntano con precisione in direzione del polo nord celeste. A questo punto siete pronti per usarla, ma non potete muoverla in orizzontale e verticale come i normali treppiedi; essa segue gli assi che sono parallelo e perpendicolare al moto delle stelle nel cielo e corrisponderanno agli assi verticale e orizzontale solamente se vi trovate esattamente ai poli o all'equatore

 

·         Mi si appannano le ottiche; come posso fare?

Anche questo è un problema comune soprattutto per i telescopi con lastra correttrice come gli Schmidt-Cassegrain  scoperta, e in misura minore per i rifrattori, mentre non lo è per i riflettori Newton (ma non sempre, qualche volta si appanna lo specchietto secondario quando c'è troppo umidità); la prima cosa da fare è la prevenzione: in serata con alta umidità bisogna costruire un lungo paraluce in cartoncino nero con cui avvolgere la parte anteriore del telescopio; se esso non è sufficiente o non è possibile applicarlo e le ottiche si appannano, l'unico metodo  per spannarle è di procurarsi un phon per capelli, con un panno davanti alla bocchetta per fermare la polvere e cominciare a soffiare aria calda sulla superficie appannata; non cercate mai di spannare le ottiche con dei panni come per le finestre o con dei solventi; un phon è più che sufficiente.

 

·         Quali oculari acquistare?

Per l'osservazione visuale, gli oculari sono indispensabili; purtroppo quelli forniti a corredo del telescopio non sempre sono sufficienti per tutte le osservazioni. Oltre alla focale, un  oculare è contraddistinto dallo schema ottico utilizzato; migliore e più complicato è lo schema ottico, migliore è l'immagine restituita. Non cercate di risparmiare a tutti i costi sugli oculari, per due motivi molto validi: 1) un oculare dura per tutta la vita e può essere usato con ogni telescopio e 2) se  avete un telescopio dall'eccellente qualità ottica ma usate un oculare scarso, avrete delle immagini pessime: in astronomia, la qualità risultante di uno strumento complesso è dalla componente di qualità minore; è inutile avere un telescopio in grado di fornire prestazioni da urlo e usare un oculare giocattolo con le lenti di plastica! Gli oculari che offrono il migliore rapporto qualità/prezzo sono i Ploss, con un campo apparente abbastanza grande e una buona qualità ottica. Un buon corredo è costituito da 3 oculari e una lente di barlow; orientativamente le focali, per un telescopio f 10 possono essere: 25-30mm per osservare a bassi ingrandimenti; 17mm per osservazioni a medio ingrandimento e 10 mm per gli altri ingrandimenti; una lente di Barlow consente di raddoppiare il numero di ingrandimenti a disposizione. In generale occorre un oculare a modesto ingrandimento e largo campo apparente, diciamo sui 30X, per avere il maggior campo possibile; uno che dia almeno un centinaio di ingrandimenti: 100-130X e un'altro che permetta di sfruttare il potere risolutivo dello strumento, magari in accoppiata con una barlow, per un ingrandimento complessivo di 2.5 (3 volte se con barlow) il diametro dello strumento in mm.