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FAQ fotografia astronomica
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Perché la fotografia
astronomica?
La fotografia astronomica ha il pregio di poter mostrare
all'occhio umano oggetti e dettagli che non è in grado, a causa
della sua scarsa sensibilità, di osservare direttamente all'oculare
di un telescopio. La fotografia astronomica, se ben condotta,
permette risultati estetici, emozionali e scientifici nettamente
superiori a qualsiasi osservazione diretta. Una fotografia è un
documento oggettivo, da poter mostrare, guardare e analizzare ogni
volta che si vuole, molto utile anche agli astronomi professionisti.
- Cosa
serve per iniziare? La fotografia astronomica è
un'attività estremamente difficile e costosa. Consiglio di
avvicinarvi a questa pratica solamente dopo aver acquisito la giusta
esperienza con il cielo, i telescopi e l'osservazione visuale,
altrimenti gli ostacoli che si incontrano possono davvero essere
insormontabili. Una volta che siete coscienti di intraprendere
questa attività, il consiglio è di andare per gradi. E' impossibile
ottenere le splendide riprese che si possono ammirare in giro senza
fare la giusta pratica, senza acquisire tecnica ed esperienza. La
fotografia astronomica si divide in tre branche principali: quella a
largo campo, con i comuni obiettivi che si usano per le fotografie
naturalistiche, senza l'ausilio, almeno diretto, di un telescopio,
quella degli oggetti luminosi del sistema solare, definita anche
fotografia in alta risoluzione, e quella degli oggetti deboli posti
oltre il sistema solare, identificati genericamente con il termine
deep-sky (cielo profondo), quali ammassi stellari, galassie,
nebulose. Queste tre branche della fotografia astronomica si
differenziano per strumentazione, tecnica e difficoltà. La
fotografia a largo campo è senza dubbio l'inizio ideale per ogni
appassionato, poiché non richiede di collegare la macchina
fotografica al telescopio e spesso è sufficiente possedere una
comune reflex digitale con il proprio obiettivo per cominciare ad
ottenere i primi risultati. Occorre disporre di una montatura
equatoriale in grado di bilanciare il movimento della Terra, che fa
spostare le stelle in cielo; questo si rende necessario perché,
tranne che nella fotografia dei pianeti, la fotografia astronomica
richiede tempi di esposizione molto superiori a quelli usati di
giorno. Una comune reflex digitale, per mostrare le stelle visibili
di notte ad occhio nudo, ha bisogno di uno scatto con esposizione di
almeno 30 secondi. Questo tempo di esposizione è troppo lungo per
restituire stelle puntiformi; esse, a causa della rotazione della
Terra, si mostreranno come dei piccoli segmenti. Per questo motivo è
necessario appoggiare o collegare la propria macchina fotografica
sulle montature equatoriali che equipaggiano tutti i telescopi, alle
quali è applicato un motorino sull'asse dell'ascensione retta (AR)
che fa muovere la montatura con la stessa velocità della Terra; in
questo modo è possibile effettuare esposizioni molto più lunghe
senza notare il mosso delle stelle, almeno fino a 5 minuti, se la
montatura equatoriale è stata posizionata nel modo corretto. Quindi,
per iniziare, occorre una normale reflex digitale o, al limite, una
digitale compatta in grado di effettuare esposizioni di almeno 30
secondi, non da collegare al telescopio, ma alla sua montatura, che
deve essere di tipo equatoriale e motorizzata. Con questo setup è
possibile fare le prime fotografie di stelle e costellazioni. Il
passo successivo è sicuramente fare fotografie attraverso il proprio
telescopio, ma qui le cose si complicano abbastanza. Prima di tutto
bisogna fare una scelta: ripresa di luna e pianeti o di nebulose,
galassie e ammassi stellari? L'attività più semplice è la ripresa di
luna e pianeti. Per fare questo NON acquistate alcuna macchina
fotografica, ma una comune webcam (meglio la SPC900 della philips),
alla quale sviterete l'obiettivo e ci avviterete uno speciale
adattatore che trovate in ogni negozio di astronomia
(Foto);
questo permette di collegare la webcam al vostro telescopio,
esattamente al posto dell'oculare che di solito utilizzate per
osservare. Puntate la Luna o qualche pianeta, guardate il monitor
del computer, regolate esposizione, guadagno e la messa a fuoco del
vostro telescopio e riprendete un video, generalmente a 10 immagini
al secondo (10fps), della durata di almeno un paio di minuti. Il
primo passo è fatto: ora avete un filmato contenente circa 1000
singole immagini che dovete allineare e sommare, per ottenere
l'unica immagine finale. Per riprendere i pianeti e aumentare la
risoluzione consiglio di inserire una lente di barlow o la
proiezione di un oculare
(clicca qui per un approfondimento sulla tecnica per la ripresa dei
pianeti). Non è necessaria una montatura estremamente
precisa, poiché le singole esposizioni sono molto brevi, sebbene il
motore in ascensione retta sia assolutamente indispensabile;
piuttosto è necessario un telescopio dall'ottima qualità ottica,
perfettamente collimato, in grado di restituire immagini nitide, al
limite delle sue possibilità teoriche. La ripresa degli oggetti del
cielo profondo richiede almeno una reflex digitale, meglio se una
camera CCD appositamente progettata per usi astronomci
(Foto)
da collegare, priva di qualsiasi obiettivo, al portaoculari del
proprio telescopio. Poiché gli oggetti da riprendere sono molto
deboli e molto estesi, generalmente non si usano focali elevate
(cioè elevati ingrandimenti) e non si catturano video, ma una serie
di immagini di durata variabile tra un paio di minuti e mezz'ora.
Ottenere una buona immagine di qualsiasi oggetto deep-sky richiede
esposizioni complessive di almeno un'ora! Il punto dolente è senza
dubbio la montatura. Sebbene di tipo equatoriale, e con il motorino
per compensare la rotazione terrestre, nessun supporto è in grado di
seguire perfettamente le stelle alle focali (ingrandimento) di
qualsiasi telescopio per più di un minuto. In effetti, la difficoltà
e la spesa più importante riguarda i sistemi in grado di controllare
il moto della montatura ed evitare di ottenere stelle ed oggetti
mossi. E' necessario disporre di un altro strumento, più piccolo,
posto in parallelo a quello che riprende, detto telescopio di guida:
a lui il compito di controllare il moto della montatura e
correggerlo prima che si renda evidente nell'immagine che si sta
riprendendo. Tutti i sistemi di guida richiedono montature robuste
ed equipaggiate con un sistema di movimenti lungo entrambi gli assi
e controllabile da testiera o, meglio, via computer. La guida può
essere fatta manualmente, osservando una stella attraverso un
oculare e correggendo il moto con la pulsantiera della montatura,
oppure può essere fatta fare ad un'altra camera di ripresa,
generalmente una webcam o un sensore secondario posto nella stessa
camera CCD che riprende, interfacciando la montatura con il
computer: è necessario che la montatura preveda questa opzione.
Tutti questi accorgimenti possono non essere sufficienti se lo
strumento è troppo pesante per la montatura o se essa è costruita in
modo non troppo preciso. Nella fotografia del profondo cielo la
montatura riveste più peso dell'ottica stessa.
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Quali
sono le differenze con l'osservazione visuale? Le
differenze con l'osservazione visuale sono ABISSALI in termini di
risultati
(clicca qui per un confronto tra fotografia e osservazione visuale!).
Le immagini offerte da qualsiasi strumento, anche di modesto
diametro, in particolare per gli oggetti del profondo cielo, sono
superiori sotto ogni punto di vista rispetto a quello che si
vedrebbe direttamente con l'occhio all'oculare. La colpa, se così si
può dire, è dell'occhio umano, che non può, al contrario delle
camere fotografiche, aumentare il tempo di esposizione per aumentare
i dettagli. Inoltre, esso di notte è praticamente cieco ai colori,
restituendo un'immagine completamente in bianco e nero. Per i
pianeti le cose vanno meglio, sebbene l'osservazione monooculare
crei limpressione di osservare un corpo celeste estremamente piccolo
e confuso. Con un po' di pratica potrete riconoscere tutti i
dettagli planetari che un'immagine webcam vi mostra con lo stesso
strumento, sebbene in modo molto più chiaro e comodo.
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Quali telescopi sono adatti? Per iniziare a fotografare
le costellazioni non importa il telescopio, poiché non serve,
piuttosto è importante che la montatura che sorregge il telescopio,
che farà da "treppiede" alla macchina fotografica, sia dotata di
moto orario. Quando si vuole intraprendere la strada della
fotografia telescopica, in generale occorre fare delle scelte: per
le riprese in alta risoluzione dei corpi del sistema solare occorre
un telescopio dall'ottima qualità ottica e di diametro medio, almeno
15 centimetri; la montatura, sebbene importante, non è fondamentale
ed è sufficiente che riesca a seguire l'oggetto con il proprio
motorino. La fotografia del cielo profondo non richiede strumenti
dal grande diametro o alta qualità ottica, poiché non è necessaria
grande risoluzione e il piccolo diametro si compensa con l'aumento
dei tempi di esposizione. Molte bellissime immagini sono ottenute
con piccoli strumenti di 50-100 mm di diametro, posti però su
montature estremamente complesse, In questo tipo di fotografia è,
infatti, IMPORTANTISSIMA la montatura
(Foto) che
deve essere molto robusta, non vibrare sotto il peso del telescopio
e in grado di bilanciare il movimento della terra e di essere
controllata via computer o attraverso camere apposite per la guida.
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